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CARLO D

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Il blasone della casa reale britannica, attraverso le attività del principe Carlo, potrebbe contribuire a trasformare l'agricoltura e diffondere i prodotti biologici indiani.

carlo_dinghilterra.jpg Il Principe Carlo d'Inghilterra ha iniziato a comprare, attraverso la propria azienda ( già partner slow food) biologica Duchy's Originals, prodotti biologici di provenienza indiana quali: caffè, te, spezie, sementi, latte, uova, aromi che intende distribuire in Medio oriente, Giappone, Usa ed ovviamente Inghilterra. L'obiettivo? Convertire in coltivazione biologica 10000 ettari.
Questi prodotti, acquisitati attraverso una società indiana, verranno venduti attraverso negozianti e distributori in India ed all'estero. Consolidata questa prima fase, il marchio della Duchy's Originals potrebbe reclamizzare la produzione biologica indiana nel mercato occidentale. La Fondazione Principe di Galles Bhumi Vardaan , il cui responsabile è Carlo d'Inghilterra ha già iniziato la produzione di bustine di te biologico vicino a Chandigarh, lo stoccaggio di cereali, produzione di farmaci ayurvedici a Panchkula e in più sta realizzando uno stabilimento di trasformazione a Sirhind e uno per la produzione di pane biologico a Gurgaon. In programma c'è la formazione dedicata agli agricoltori, sulle tecniche e il valore della coltivazione biologica, le potenzialità del mercato e le procedure per ottenere le certificazioni. Le strutture per la produzione del pane verranno ampliate grazie all'aiuto delle ong.
"Non è facile per dei piccoli agricoltori potersi convertire al biologico se non si ha un mercato dedicato, un prezzo fissato, dei certificati appropriati e i mezzi per sostenere i tre anni per passare dai prodotti chimici a quelli naturali. La fondazione vuole proprio aiutare a gestire queste problematiche per costruire un modello di sviluppo economico sostenibile in India,"ha dichiarato un portavoce della fondazione. La fondazione provvederà a fornire sia il prezzo d'acquisto che i costi di avvio dell'attività per compensare la fase iniziale, poi fornirà per i successivi tre anni di conversione alle culture bio dei prestiti privi di tasso d'interesse. I contadini verranno anche pagati con un bonus quando coltiveranno mono produzioni stagionali a rotazione, come il riso basmati,  grano, e verdure durante i tre anni. La fondazione inoltre predisporrà  le metodologie adatte per le coltivazioni come il te, frutta e spezie, che richiedono tempi di sviluppo più lunghi.


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