Un'azione di protesta per il ritardo
delle politiche e delle misure del governo italiano, sostanzialmente
inadempiente nei confronti degli obiettivi di Kyoto. L'iniziativa si è
svolta al molo numero 4 di Civitavecchia, vicino all'Arctic Sunrise,
storica rompighiaccio di Greenpeace, mentre i cinque climbers sono
ancora arrampicati alle strutture del cantiere della centrale Enel, con
lo striscione "Kyoto: l'Italia in mutande".
"Tra pochi giorni si apre a Bali il più importante vertice dell'Onu sui cambiamenti climatici, che dovrebbe fissare i nuovi obiettivi di riduzione delle emissioni per la seconda fase di kyoto. A quest'appuntamento l'Italia si presenta in mutande: siamo ben lontani dal raggiungere gli obiettivi di Kyoto" dichiara Francesco Tedesco, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia.
"Semplificare le procedure per le fonti rinnovabili, presentare un piano nazionale per l'efficienza energetica e uno stretto coordinamento con le Regioni sono i passi indispensabili per cercare di recuperare il ritardo, non certo spingere per aumentare i consumi di carbone", conclude Tedesco.
Nei giorni scorsi la nave Arctic Sunrise era stata a Cagliari ospitando una conferenza stampa a seguito dell'azione di protesta contro il Piano energetico della Sardegna che blocca l'eolico, punta sul carbone e prevede quasi un raddoppio delle emissioni di CO2 della regione.
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Per informazioni: www.greenpeace.it



