Circa il 55% degli intervistati ha dichiarato che la
mancanza di affidabilità nelle forniture nel 2006 ha pregiudicato la
possibilità di aumentare il fatturato, 3 punti in più dell'anno scorso. I
prodotti più colpiti: la carne e il settore lattiero-caseario. Nonostante
questi limiti il mercato mantiene alto il trend di crescita, lo dimostrano
anche il numero di prodotti commercializzati e dei nuovi negozi che aprono.
L'indagine dell'Ota, che quantifica in poco meno di 17 miliardi di dollari il
giro d'affari Usa per il 2006, svela che la domanda, nel settore della carne, è
aumentata del 55 % rispetto all'anno scorso. Il settore lattiero caseario (
latte, yogurt, formaggi e derivati), quello più ampio, ha registrato una
crescita nelle vendite del 25 %. Invece quello della frutta e verdura ha
dimostrato una crescita inferiore: dal 2005, solo 11%. In base all'indagine
della Ota, sta crescendo tra le aziende biologiche Usa la certificazione Usda
per il biologico. Il 60 % degli intervistati ha dichiarato di usare il marchio Usda
solo su alcuni dei propri prodotti, mentre il 42% ancora non lo fa ma ha
previsto di farlo nel prossimo futuro.I negozi di frutta e verdura rappresentano il maggior canale di vendita per i prodotti biologici americani, assestandosi sul 38% del mercato Usa nel 2006. La vendita di cibo e bevande biologiche, 8% del totale, si raggiunge con rivenditori e punti vendita all'interno di locali e club. Sono cresciute le vendite nei gdo e supermercati, ma anche via internet.
L'indagine proposta dall'Ota è lo studio di settore più ampio e approfondito tra quelli effettuati fin'ora, registrando l'andamento delle catene dei negozi di frutta e verdura, di quelle che offrono prodotti biologici e naturali, i negozi indipendenti, i supermercati e i gdo di massa come Wal-Mart, i punti vendita all'interno di club privati, i servizi di fornitura alimenta, il mercato delle fattorie, gli export, gli ordini internet e via email, i negozi di specialità e le boutique.
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