PRATOLINO (FIRENZE)
- I prodotti di qualità dell'agricoltura bio-dinamica, come latte, yogurt,
cereali, frutta e verdura, realizzati seguendo le rigorose indicazioni del filosofo
austriaco Rudolf Steiner , fondatore dell'antroposofia, sono appena il 10% della
produzione di tutta l'agricoltura
biologica italiana. Che a sua volta è 1' 1% dell'intero mercato alimentare
nazionale (per agricoltura biologica si intende, genericamente, quella che non fa uso di
sostanze chimiche). Eppure è a questa microscopica nicchia biodinamica del
mercato, protetta e certificata dal marchio internazionale Demeter , che gli
scienziati stanno cominciando a guardare con interesse sempre maggiore. Finita
la fase pionieristica e un po' visionaria di strani agricoltori bizzarri e
alternativi, che trattano il terreno con metodi che ricordano l'omeopatia, seguendo
maniacalmente gli astri, il cosmo e le costellazioni, la biodinamica sta facendo adesso il suo ingresso ufficiale in
numerose facoltà di Agricoltura. Ad annunciarlo, con soddisfazione, all'apertura
del 26 Convegno internazionale di agricoltura biodinamica, è Cario Triarico,
storico della scienza, responsabile della sezione toscana dell'associazione e
docente di biodinamica al master della facoltà di Agraria dell'Università di
Firenze. «Non veniamo più guardati con sospetto, ma finalmente con interesse
dalla scienza ufficiale. I nostri prodotti sono migliori e più sani. Hanno un
sapore naturale. I terreni da noi trattati sono più fertili ed equilibrati. E per
insegnare le nostre tecniche veniamo chiamati sempre più spesso tenere corsi all'interno di numerosi dottorati di
ricerca e master post-laurea. I primi all'Università di Firenze. Adesso anche a
quella di Pisa, all'Università Federico II di Napoli e a Bari. Mentre cresce il numero di studenti che chiede di
tenere tesi di laurea sulla biodinamica». «Un vero e proprio sdoganamento che
ricorda un po' quello avvenuto in medicina con l'agopuntura - commenta Stefano Bettinelli, docente di genetica agraria a Firenze - Qualcuno può sorridere quando i biodinamici curano il terreno con il "Preparato 500", letame conservato all'interno
del corno di una vacca, sotterrato per sei mesi, diluito in 70 litri d'acqua e sciolto nel terreno in proporzioni omeopatiche, meno di una goccia per metro quadrato. Eppure abbiamo scoperto,
con uno studio scientifico rigoroso, che i terreni trattati in questo modo alla fine sono migliori, più equilibrati e più ricchi di sostanze organiche».
da Repubblica, 23 novembre 2007



