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GREENPEACE A CAGLIARI. SACCHI DI CARBONE PER SORU |
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Friday 23 November 2007 |
Greenpeace è entrata in
azione all'alba di oggi per consegnare sacchi di carbone davanti il palazzo della Regione ed aprire uno striscione con scritto: "Soru il
carbone uccide il clima".
Il significato del gesto inscenato da Greenpeace è stato
quello di ricordare ancora una volta a Renato Soru che bloccare lo sviluppo dell'eolico
e promuovere il carbone è un crimine contro il pianeta che vale quanto la decisione
dell'amministrazione Bush di non ratificare il trattato di Kyoto. Un climber è
stato bloccato dalle forze dell'ordine sul tetto del palazzo mentre cercava di
aprire il secondo striscione più grande con la scritta "No carbone. Soru
facci girare le pale ". Che è stato quindi esposto sulla nave di
Greenpeace Artic Sunrise, attraccata al porto.
La politica energetica di Renato Soru porterà nei prossimi anni a raddoppiare le
emissioni regionali di gas serra, andando contro gli obiettivi nazionali di
Kyoto e contro il nuovo obiettivo europeo di riduzione delle emissioni per il 2020. "Con la scelta di Soru, la Sardegna
rema lontano dagli impegni ambientali del Governo" afferma Francesco
Tedesco, responsabile Campagna Clima di Greenpeace. Lo scorso settembre
Greenpeace aveva inviato una lettera alla Regione Sardegna per chiedere che il
Piano Energetico Ambientale (PEARS) venisse completamente ripensato in modo da
garantire il massimo sviluppo dell'eolico e delle altre energie rinnovabili,
accantonando i progetti di espansione del carbone a Fiumesanto e nel Sulcis. "Nessuna
risposta alle nostre richieste è mai arrivata. Soru ha invece chiesto che i
contributi CIP6 per le fonti rinnovabili vengano dati al carbone nel Sulcis,
perpetuando lo scandalo delle assimilate a cui il Governo sta a fatica ponendo
rimedio" denuncia Tedesco. "Nel caso il Governo pensasse di
incentivare con i soldi per le rinnovabili lo sviluppo del carbone nel Sulcis,
Greenpeace presenterà ricorso alla Corte di Giustizia europea".
La Sardegna è la Regione più ventosa d'Italia e bloccare l'eolico qui significa
compromettere lo sviluppo delle rinnovabili in tutta Italia. Entro il 2012 la
Sardegna potrebbe trarre dal vento la metà dell'energia elettrica di cui ha
bisogno, raggiungendo la tanto acclamata indipendenza energetica, sostiene in
un comunicato Greenpeace. Per fare questo basterebbe solo il 3 per cento del
territorio sardo. Da un recente sondaggio condotto da ANEV (Associazione
Nazionale Energia del Vento) e Greenpeace, risulta che il 90% dei Sardi non è
contrario all'eolico e il 60% pensa che l'eolico sia un'opportunità positiva
per la Sardegna. L'Isola potrebbe effettivamente diventare leader nello
sviluppo delle rinnovabili nel Mediterraneo, creando un bagaglio di competenze
e professioni a livello locale per una nuova "occupazione pulita".
"Pochi giorni fa l'IPCC ha presentato il quarto rapporto sui cambiamenti
climatici - spiega Tedesco - il tempo a nostra disposizione per evitare i
peggiori impatti sta velocemente esaurendosi. Le emissioni mondiali di gas
serra devono essere stabilizzate al 2015 e occorre una rivoluzione energetica
pulita fondata su rinnovabili ed efficienza energetica. Il carbone non può
avere spazio nel nostro futuro".
Conf. stampa sulla nave oggi ore 16.00, molo Sanità, Greenpeace ha
invitato il Consiglio regionale.
Domani sabato 24 novembre la nave "Artic Sunrise" di Greenpeace,
attraccata al porto di Cagliari, sarà aperta al pubblico per visite.
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