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SE È BIOLOGICO NON VOLA SOLO IL FRANCIACORTA |
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Friday 23 November 2007 |
"Prevediamo di accrescere costantemente la nostra quota di
export del 10, del 20 e del 30% di qui al 2010, grazie soprattutto alla nostra
scelta strategica di produrre vini con agricoltura biologica, scelta molto apprezzata
nei nostri mercati di riferimento: Stati Uniti, Germania, Danimarca, ma anche
Belgio e Cina".
Chi parla così è Giovanni Pagnoni, responsabile delle
cantine Barone Pizzini, un'azienda che ha puntato sulla qualità rispetto i
numeri dei colossi del Franciacorta, anche se l'obiettivo, rivela, è quello di
produrre almeno un milione di bottiglie entro il 2010.La produzione 2006 è stata di poco più che di 560 mila
bottiglie, il 10% destinato al mercato estero, con un fatturato complessivo di
3,5 milioni di euro.
La Barone Pizzini ha appena ultimato la nuova cantina,
costruita rispettando i criteri della bio edilizia e del risparmio energetico, usando
materiali sostenibili. Un impianto di 6 mila metri quadri su tre livelli, il
più profondo a -10 metri costruito per accogliere una produzione che oltre al tradizionale Franciacorta si è allargata
alle nuove tenute in Toscana, Marche e Puglia. "La nostra scelta è costata
impegno, fatica e denaro,"ha spiegato Pagnoni, con un costo di produzione
superiore del 25 % che però non incide sul prezzo delle bottiglie. "Ma questa
scelta è stata premiata dai risultati di mercato degli ultimi anni".
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