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POSATE E CONTENITORI IN MATERIALE ORGANICO. SI CONSUMA MENO PETROLIO E SI PRODUCE MENO CO2 PDF Stampa E-mail
Wednesday 21 November 2007
Da uno studio sulla Valutazione del Ciclo di Vita ( LCA) emerge che l'utilizzo di  stoviglie monouso biodegradabili e compostabili diminuisce l'impatto ambientale  e migliora la gestione dei rifiuti. La notizia è che l'uso di stoviglie monouso non riciclabili è aumentato. posate.jpg In base ad una recente ricerca è stato evidenziato che è aumentato il consumo di stoviglie monouso perché rispondono una più facile e veloce gestione. Questa praticaincide sulla quantità di rifiuti eterogenei non riciclabili (avanzi di cucina, cibo scaduto, stoviglie di plastica, piatti e tazza di plastica o in carta laminata,  carta e bottiglie di plastica, etc) che devono essere eliminati in discarica o inceneriti; in Italia i rifiuti che finiscono in discarica sono 84%, mentre in inceneritore il16%. Inoltre, a livello mondiale, il mercato delle stoviglie monouso derivanti da petrolio raggiunge circa i 35 milioni di euro all'anno.
Nel 2006 in Italia sono state utilizzate circa 8 miliardi di stoviglie monouso con un aumento annuo di 2.2%. Di queste stoviglie 378 milioni erano usa e getta (un incremento 6.3% rispetto al 2005). Gli effetti sull'ambiente di questi pezzi di plastica, difficilmente riciclati, a causa delle circostanze in cui vengono usati, è facilmente immaginabile.  La ricerca, promossa da Novamont, sul LCA ( Life Cicle Assessment, la Valutazione del Ciclo di Vita)  ha indicato che prodotti biodegradabili e compostabili posso aumentate la riciclabiltà dei rifiuti e migliorare la gestione di quelli alimentari. Il compost inoltre migliora la qualità del suolo, apporta benefici all'agricoltura e all'ambiente con la riduzione parziale di fertilizzanti e la riduzione dell'utilizzo di acqua per l' irrigazione per non dimenticare che il compostaggio consente di diminuire drasticamente le emissioni di gas ad effetto serra. Lo studio sul LCA evidenzia che è possibile tagliare le emissioni di CO2 di almeno 250 grammi di CO2 per ogni chilogrammo di rifiuto organico stornato dalla discarica e dall'incenerimento ed avviato al compostaggio. In pratica l'utilizzo di 1.000 coperti in materiali di origine organica e l'applicazione del compostaggio comporta una riduzione delle emissioni di CO2 pari a circa 38 chili garantendo un minor consumo di energia grazie alla presenza di materie prime rinnovabili.

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