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Oct 08th
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UE: LO STATO DELLA POLITICA AGRICOLA COMUNITARIA.

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Questa mattina il commissario europeo Mariann Fischer Boel ha ufficialmente presentato il programma per rendere più efficiente e moderna la politica agricola comunitaria, analizzandone innanzitutto: "lo stato di salute". fischer_boel.jpg Questa prima fase anticipa quello che poi sarà l'orientamento legislativo, che verrà proposto e discusso a partire dalla primavera 2008, dopo un periodo di consultazione che durerà sei mesi. Nello stesso tempo la Commissione intende affrontare la revisione del bilancio 2008/2009, momento fondamentale per il futuro dell'agricoltura europea, che dovrà confrontarsi con le diverse e variegate esigenze dei paesi membri, e di quelli nuovi.
L'obiettivo del commissario è stato quello di chiarire  se è necessario adeguare la Pac "alla realtà di una Ue a 27 e di un mondo in rapida mutazione". Secondo Fischer Boel le modifiche proposte "cambieranno davvero le cose per agricoltori, consumatori e contribuenti". Ma questo è inevitabile, dal momento che l'assetto attuale del Pac era stato modulato sulle esigenze di solo 6 nazioni. Tra le questioni da affrontare da qui ai prossimi sei mesi, che il commissario ha delineato in forma schematica, ci sono i pagamenti, da decidere le modalità e le forme, il cosiddetto tasso di disaccoppiamento nei paesi che mantengono il legame tra sussidi e produzione, l'ipotesi di differenziare le imprese agricole con più proprietari e molti dipendenti da quelle con un unico proprietario e pochi addetti; aumentare l'estensione dei terreni per cui l'agricoltore può beneficiare di aiuti, riconsiderare le norme di condizionalità da rispettare.
Inoltre, nella prospettiva di una comunità a 27 membri, la Ue deve chiarire alcuni punti che la Fischer Boel presenta in forma interrogativa. L'intervento deve tornare ad essere una rete di sicurezza? Si può ridurre a zero l'intervento per la maggior parte dei cereali e mantenerlo per un solo tipo di cereale (il frumento panificabile)? Si deve abolire il regime di ritiro dei terreni dalla produzione, trovando però il modo di mantenere i vantaggi che tale regime ha comportato per l'ambiente?
A proposito delle quote latte, la cui soppressione è prevista per il 2015, non sarebbe opportuno, si chiede, aumentarle gradualmente per evitare un brusco contraccolpo. Si devono attivare delle misure per aiutare i produttori lattiero-caseari nelle regioni dell'UE, come le zone montane, che dipendono largamente dalla produzione lattiero-casearia.
In conclusione, la politica agricola europea non deve trovarsi impreparata di fronte alle "nuove sfide e opportunità: gestione dei rischi, lotta contro il cambiamento climatico, gestione più efficace delle risorse idriche, sfruttamento ottimale delle opportunità offerte dalla bioenergia e salvaguardia della biodiversità".
Tra le reazioni, il presidente della commissione Agricoltura della Camera, Marco Lion, si augura  che: "Un'agricoltura sana e competitiva, all'avanguardia e d'esempio per metodi di produzione, che sappia utilizzare in maniera sostenibile le risorse non rinnovabili contribuendo cosi' alla diminuzione delle emissioni inquinanti e alla salvaguardia dell'ambiente".
Per Giuseppe Politi, presidente della Cia: "Per quanto concerne le regole della condizionabilità, ci troviamo d'accordo  sull'opportunità di una più efficace semplificazione, mentre merita un'attenta analisi il discorso relativo al disaccoppiamento, ai pagamenti non più su base storica e agli aiuti per le aziende. Per questo sollecitiamo da subito l'apertura di un tavolo nazionale dove poter confrontare le varie proposte ed ipotesi per arrivare a decisioni condivise e formulare così una posizione unitaria a livello Ue". 
Registriamo le critica della Lipu che contesta al documento di  non promuovere "l'agricoltura sostenibile" e perchè "mancano proposte adeguate a risolvere i problemi che minacciano l'habitat agricolo" e "una visione di lungo termine per una corretta gestione del territorio e una politica agricola sostenibile per l'ambiente, nonostante gli impegni internazionali per fermare il declino della biodiversità entro il 2010". Secondo Patrizia Rossi, responsabile agricoltura Lipu: "La Politica agricola comune stafallendo l'obiettivo di tutela ambientale, destinando scarse risorse a un modello di agricoltura sostenibile ed elargendo invece ingenti risorse a favore delle aziende agricole più intensive."
Fedagri-Confcooperative, Legacoop Agroalimentare, Agci Agrital e Ascat Unci, nel comunicato: "La Comunicazione della Commissione europea sullo stato di salute della Pac pur nella sua stringatezza tocca molti aspetti dell'attuale politica agricola comune: a partire dal sistema di pagamento unico, al superamento delle quote latte, allo spostamento graduale e progressivo di una parte degli aiuti ai redditi (primo pilastro) allo sviluppo rurale ma il processo di riforma della Politica agricola comune non deve in nessun modo creare incertezza nel settore almeno fino al 2013". Il prossimo appuntamento, organizzato dalle sigle cooperative proprio con il commissario Fischer Boel, si terrà a Roma il 13 dicembre.

 

FB

 

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