Questa mattina il commissario
europeo Mariann Fischer Boel ha ufficialmente presentato il programma per rendere
più efficiente e moderna la politica agricola comunitaria, analizzandone
innanzitutto: "lo stato di salute".
Questa prima
fase anticipa quello che poi sarà l'orientamento legislativo, che verrà proposto
e discusso a partire dalla primavera 2008, dopo un periodo di consultazione che
durerà sei mesi. Nello stesso tempo la
Commissione intende affrontare la revisione del bilancio 2008/2009, momento
fondamentale per il futuro dell'agricoltura europea, che dovrà confrontarsi con
le diverse e variegate esigenze dei paesi membri, e di quelli nuovi.
L'obiettivo del commissario è stato quello di
chiarire se è necessario adeguare la Pac "alla realtà
di una Ue a 27 e di un mondo in rapida mutazione". Secondo Fischer Boel le
modifiche proposte "cambieranno davvero le cose per agricoltori,
consumatori e contribuenti". Ma questo è inevitabile, dal momento che
l'assetto attuale del Pac era stato modulato sulle esigenze di solo 6 nazioni. Tra
le questioni da affrontare da qui ai prossimi sei mesi, che il commissario ha delineato
in forma schematica, ci sono i pagamenti, da decidere le modalità e le forme, il cosiddetto tasso di
disaccoppiamento nei paesi che mantengono il legame tra sussidi e produzione, l'ipotesi
di differenziare le imprese agricole con più proprietari e molti dipendenti da
quelle con un unico proprietario e pochi addetti; aumentare l'estensione dei
terreni per cui l'agricoltore può beneficiare di aiuti, riconsiderare le norme di
condizionalità da rispettare.
Inoltre, nella prospettiva di
una comunità a 27 membri, la Ue deve chiarire alcuni punti che la Fischer Boel
presenta in forma interrogativa. L'intervento
deve tornare ad essere una rete di sicurezza? Si può ridurre a zero
l'intervento per la maggior parte dei cereali e mantenerlo per un solo tipo di
cereale (il frumento panificabile)? Si deve abolire il regime di ritiro dei
terreni dalla produzione, trovando però il modo di mantenere i vantaggi che
tale regime ha comportato per l'ambiente?
A proposito delle quote latte, la cui soppressione è
prevista per il 2015, non sarebbe opportuno, si chiede, aumentarle gradualmente
per evitare un brusco contraccolpo. Si devono attivare delle misure per aiutare
i produttori
lattiero-caseari nelle regioni dell'UE, come le zone montane, che dipendono
largamente dalla produzione lattiero-casearia.
In conclusione, la politica agricola europea non deve
trovarsi impreparata di fronte alle "nuove sfide e opportunità: gestione dei rischi, lotta contro
il cambiamento climatico, gestione più efficace delle risorse idriche, sfruttamento
ottimale delle opportunità offerte dalla bioenergia e salvaguardia della
biodiversità".
Tra le
reazioni, il presidente della commissione Agricoltura della Camera, Marco
Lion, si augura che: "Un'agricoltura
sana e competitiva, all'avanguardia e d'esempio per metodi di produzione, che
sappia utilizzare in maniera sostenibile le risorse non rinnovabili
contribuendo cosi' alla diminuzione delle emissioni inquinanti e alla
salvaguardia dell'ambiente".
Per Giuseppe Politi, presidente della
Cia: "Per quanto concerne le regole della condizionabilità, ci troviamo
d'accordo sull'opportunità di una più efficace
semplificazione, mentre merita un'attenta analisi il discorso relativo al
disaccoppiamento, ai pagamenti non più su base storica e agli aiuti per le
aziende. Per questo sollecitiamo da subito l'apertura di un tavolo nazionale
dove poter confrontare le varie proposte ed ipotesi per arrivare a decisioni
condivise e formulare così una posizione unitaria a livello Ue".
Registriamo le critica della Lipu che
contesta al documento di non promuovere "l'agricoltura
sostenibile" e perchè "mancano proposte adeguate a risolvere i
problemi che minacciano l'habitat agricolo" e "una visione di lungo termine per una corretta gestione del
territorio e una politica agricola sostenibile per l'ambiente, nonostante gli
impegni internazionali per fermare il declino della biodiversità entro il
2010". Secondo Patrizia Rossi, responsabile agricoltura Lipu: "La
Politica agricola comune stafallendo l'obiettivo di tutela ambientale, destinando scarse
risorse a un modello di agricoltura sostenibile ed elargendo invece ingenti
risorse a favore delle aziende agricole più intensive."
Fedagri-Confcooperative,
Legacoop Agroalimentare, Agci Agrital e Ascat Unci, nel comunicato: "La Comunicazione della Commissione europea sullo stato
di salute della Pac pur nella sua stringatezza tocca molti aspetti dell'attuale
politica agricola comune: a partire dal sistema di pagamento unico, al
superamento delle quote latte, allo spostamento graduale e progressivo di una
parte degli aiuti ai redditi (primo pilastro) allo sviluppo rurale ma il
processo di riforma della Politica agricola comune non deve in nessun modo
creare incertezza nel settore almeno fino al 2013". Il prossimo
appuntamento, organizzato dalle sigle cooperative proprio con il commissario
Fischer Boel, si terrà a Roma il 13 dicembre.
FB
|