In termini associativi significa che
Federbio crescerà, con l'auspicio che dagli attuali 4
soggetti produttori si possa arrivare a 10, 15 nuovi soggetti. Tra i
nuovi associati, come già anticipato da greenplanet, l' Unione
nazionale produttori biologici (UNAPROBIO) e l'Associazione negozi
biologici.A proposito delle risorse del Piano d'azione nazionale per il biologico, in un primo momento revocate e poi rilanciate direttamente dal ministro per le Politiche Agricole, Carnemolla giudica positivo l'intervento del ministro: "Che è riuscito a prendere in mano la situazione. Ora la dotazione stanziata a favore dello sviluppo dell'agricoltura biologica è addirittura triplicata".
Non può che essere positivo il giudizio sull'operato di De Castro. Ma nell'ipotesi in cui ci fosse un rimpasto di governo che prevedesse la sostituzione nel dicastero delle Politiche Agricole, non ci sarebbero, comunque, ripercussioni per il settore del biologico. "Lo sviluppo dell'agricoltura biologica è nel programma dell'Unione -spiega Carnemolle - è un tema del Governo ed è una delle priorità dei primi 100 giorni di governo e se cadesse il governo, non sarebbe certo un problema solo per il biologico..."
È un buon momento per il mercato del biologico, e le conferme che arrivano dal quadro generale disegnato da Ismea sono una soddisfazione. "Anche perché arrivano in un momento in cui non vi sono stati sforzi nella comunicazione o investimenti della grande distribuzione - conferma il presidente di Federbio - e si tratta di un puro e semplice sviluppo spontaneo. Bisogna impegnarsi di più".
Sulla contaminazione ogm dei cibi nei supermercati, dopo la denuncia fatta dall'associazione biologica britannica, Carnemolla non si mostra per nulla sorpreso: "Io lo dico da tempo: da quando si è alzata la soglia di tolleranza, tutta la zootecnia italiana, compresi i prodotti di qualità, è a rischio. Gli unici due prodotti sicuri sono la fontina dop e il grana trentino igp che non utilizzano nella filiera, mangimi ogm".



