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ANCHE L’AUTUNNO NON SFUGGE AL CO2: LE FOGLIE NON CADONO PIU’ |
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Thursday 15 November 2007 |
Secondo una ricerca inglese sarebbe l'inquinamento dei gas
di scarico delle auto e delle centrali elettriche a mantenere le foglie verdi.
Una ricerca dell'Università di Southampton avrebbe scoperto
che i livelli sempre più alti di Co2 nell'aria manterrebbero le foglie
degli alberi verdi, nonostante di solito, in questo periodo dell'anno, fossero
già cadute. Infatti la concentrazione di Co2 renderebbe più persistente la fotosintesi - fenomeno in cui l'anidride carbonica, la luce solare e l'acqua
contribuiscono a produrre ossigeno - ritardando il momento in cui le foglie
cambiano colore e iniziano a cadere. Negli
ultimi 30 anni, questa sorta di processo di invecchiamento, conosciuto anche
come "senescenza autunnale" ha registrato un ritardo nell'apparizione delle
prime foglie secche, in Europa, di circa 1.2, 1.8 giorni per decade. Fenomeno parallelo
a quanto in primavera avviene con i primi boccioli, che compaiono con un
anticipo di circa 10 giorni rispetto a quanto non avvenisse un tempo.
Fino alle scoperte seguite a questo studio si riteneva che questi fenomeni dipendessero
dai mutamenti climatici, con l'aumento delle temperature. Ma c'è solo una
leggerissima correlazione tra la senescenza e le temperature medie registrate. La
ricerca dell'Università di Southampton ha individuato come la quantità di Co2 stia
piuttosto rallentando i processi d'invecchiamento degli alberi. Negli ultimi 30
anni, ha registrato la ricerca, l'anidride carbonica presente nell'atmosfera è
aumentata del 13,5%, condizionando sia la fisiologia che le funzioni di piante
e influenzando una vasta gamma dei loro processi. Secondo la professoressa Gail
Taylor, del dipartimento di Scienze biologiche dell'Università di Southampton,
i risultati confermano che la senescenza continuerà a svilupparsi, a prescindere
dalle temperature dell'ambiente. "La fotosintesi e il colore verde persistono a
causa della più alta concentrazione di Co2 che permette all'albero di generare
composti ricchi di carbonio - che prolungano la vita delle foglie" ha
spiegato, avvertendo però che "gli alberi però sono vulnerabili al gelo e
ad altri eventi meteorologici." Un problema fondamentale da affrontare, ha
aggiunto la professoressa Taylor, è se si debba selezionare gli alberi che sono
più adatti a far fronte alle crescenti livelli di emissioni di CO2, anziché utilizzare,
come è prassi corrente, sementi locali.
Lo studio fornisce anche la prima visione cambiamenti nella genetico di pioppi
che può conto per il passaggio ad un ritardo senescenza. Fuori di 20000 geni
studiati, una suite ha dimostrato di essere responsabile per il cambiamento. La
ricerca avrebbe inoltre individuato fra i 20.000 geni studiati, quello
responsabile del ritardo.
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