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UN WEEK END NERO COME IL MARE |
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Tuesday 13 November 2007 |
Oltre 2000 tonnellate di greggio e vari container pieni di
zolfo dispersi nella acqua del mar Nero. 30.000 uccelli coinvolti e 12 chilometri
di costa sabbiosa invasa dal petrolio. Ne parliamo solo adesso, a distanza di qualche ora, perché
volevamo avere un quadro un po' più delineato di quella che si è prefigurata
subito come una catastrofe ambientale.
Le condizioni meteo sono delle peggiori, sabato 10 novembre,
con raffiche di venti che superano i 100 chilometri l'ora e onde alte oltre
cinque metri. Ma nonostante questo, i comandanti di alcune delle navi che stanno
navigando nei pressi dello stretto di Kerch, in quella lingua di mare che collega
il Mar Nero con il Mar di Azov decidono di andare avanti lo stesso. Dall'Artico
sta penetrando con forza devastante una corrente di aria gelida che spinge
verso la Crimea e in mare ci sono circa 59 imbarcazione. Di queste, 17 decidono
di sfidare i marosi, i comandanti non vogliono saperne di tornare indietro.
"Il principale
problema per la salvezza del pianeta è l'ecologia. Non è un caso se Kofi Annan ha dichiarato che gli uomini presto inizieranno a combattere
per l'acqua e non più per il petrolio". Con queste parole Mikhail
Gorbaciov ha iniziato l'intervento concesso al canale francese France 24, a
commento dell'incidente avvenuto nel corso del fine settimana.
5 navi, una petroliera e 4 imbarcazioni commerciali colano a
picco, uno dietro l'altra. Scatta immediatamente il piano di emergenza, Russia
e Ucraina creano un'unità di crisi congiunta per far fronte al disastro, le
autorità locali hanno mobilitato centinaia di persone perché collaborino alle
operazioni di bonifica. L'Europa, in attesa di una richiesta ufficiale, rimane
a guardare, perché "dobbiamo ricevere
una richiesta ufficiale da parte del paese coinvolto. Senza tale richiesta, non
possiamo dare alcun aiuto", ha detto Barbara Helfferich, portavoce del
commissario Ue all'ambiente Stavros Dimas.
Quando i cormorani vengono fotografati significa che siamo di
fronte ad un disastro. Il WWf denuncia che "nel mar Nero: ci sono 30.000 uccelli
e 12 chilometri di costa russa invasi dal petrolio. Ma è presto per un bilancio
definitivo". Infatti l'Ucraina non sembra in grado di poter fronteggiare
emergenze di questa portata, inoltre le condizioni meteo continuano a non
essere favorevoli. Per il responsabile
della politiche di conservazione del Wwf russo, Evgeny Shvarts, l'auspicio è
che questo incidente porti all'adozione di "una legge che garantisca la
sicurezza delle operazioni di gestione del petrolio nei mari e nei
fiumi, simili all'Oil pollution act adottato negli Usa dopo il disastro ambientale
della Exxon Valdez nel 1989".
"Abbiamo problemi con l'acqua, i fiumi, le foreste, i
ghiacciai che si stanno sciogliendo, il clima che sta cambiando e gli uragani
che sono diventati incredibilmente più potenti, come dimostra quest'ultima tragedia
- ancora il premio Nobel per la pace Mikhail Gorbaciov all'emittente France 24
- Oggi si proteggono i parchi dove i nostri bambini giocano, e questo
rappresenta un significativo cambio di mentalità, ma presto dovremo fare uno
sforzo in più e impegnarci realmente per proteggere la natura nel suo
complesso".
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