Curioso, come i nostri destini talvolta
siano in mano ai burocrati molto più che ai politici. Un
burocrate - non il ministro - ha firmato a Roma la scorsa
settimana il decreto che revoca
i bandi a sostegno dell'agricoltura biologica. E altri burocrati a
Bruxelles starebbero remando contro la proposta del commissario
all'Ambiente Barroso di rifiutare il via libera alla coltivazione
in Europa di due mais geneticamente modificati. Sarebbero i primi Ogm
autorizzati a crescere in Europa dal '98. E' la lettera
inviata mercoledì al presidente della Comissione Europea
Manuel Barroso da Mario Capanna, presidente della Fondazione Diritti
Genetici, a suggerire implicitamente che la burocrazia europea stia
adoperandosi a favore ai due mais geneticamente modificati.L'antefatto è noto. Stavros Dimas, commissario europeo all'Ambiente, ha proposto di bocciare la richiesta avanzata dalle multinazionali proprietarie dei brevetti per coltivare anche in Europa due tipi di mais Ogm, il Pioneer 1507 e il Syngenta Bt11. Così facendo, Dimas non ha seguito il parere favorevole ai due mais espresso dall'Efsa, l'autorità europea per la sicurezza alimentare, che da tempo e da più parti è criticata perché in materia di colture geneticamente modificate non conduce studi indipendenti ma si limita a rivedere la documentazione presentata dalle multinazionali: è questo il succo, fra l'altro, di un dossier appena redatto dalla coalizione "Italia-Europa liberi da Ogm".
Che i burocrati europei vogliano mettere i bastoni fra le ruote di Dimas traspare da questa frase della lettera di Capanna a Barroso: "Siamo venuti a conoscenza che talune Direzioni Generali hanno reso nota l'intenzione di rigettare la proposta di decisione formulata dalla Direzione Generale Ambiente con la quale si negherebbe l'autorizzazione alla coltivazione in Europa a due varietà di mais transgenico". Cosa succede, i burocrati comunitari stanno invadendo campi che dovrebbero essere propri dei politici? La prima risposta di Federica Ferrario, responsabile per Greenpeace Italia della campagna contro gli Ogm, è una risata. Poi: "A volte c'è il rischio che capiti. Come quando da noi era ministro dell'Agricoltura Alemanno, che sugli Ogm aveva una posizione piuttosto chiara. Diciamo che non è un'anomalia solo italiana..."
Poi Ferrario mette i puntini sulle "i": la burocrazia tende, come dire?, ad allargarsi solo quando i politici non sono attenti, "e per quanto riguarda gli Ogm, a parte casi particolari, i commissari europei in genere non lo sono". Proprio per richiamare l'attenzione della Commissione Europea sul fatto che gli europei sono contrari agli Ogm, in tutt'Europa Greenpeace invita a spedire a Barroso un'email che esprime sostegno alle posizioni anti Ogm di Dimas. "E' palese l'intenzione di far cadere la sua proposta di vietare in Europa la coltivazione dei due mais Ogm".
La resa dei conti a Bruxelles a proposito dei due mais avverrà forse già in settimana: e Barroso sta ricevendo migliaia di email a sostegno della posizione di Dimas. Intanto, in Italia, continua la polemica per la revoca dei bandi a sostegno dell'agricoltura biologica. Cinque miliardi di euro a sostegno della diffusione dei prodotti bio sono stati cancellati perché - è la motivazione ufficiale - è in arrivo il nuovo marchio europeo per il biologico, e i consumatori potrebbero confondersi. Hanno protestato Federbio e Assobio: quest'ultima, fra l'altro, ha fatto notare che il marchio europeo non arriverà prima del 2009-10. Ora ministro e sottosegretario dicono che i fondi per il biologico ricompariranno entro fine anno. Il settore li aspetta. Anche perché i 5 milioni di euro spariti erano stati stanziati già tre anni fa.



