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OGM: LA RESA DEI CONTI

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Il 15 novembre si chiude la consultazione nazionale promossa dalla Coalizione Italia Europa - Liberi da Ogm, e in quella data si vedranno finalmente i numeri.

liberidaogm.jpgChiaramente lo sforzo di Capanna & co non si esaurisce qui, anzi la necessità di una piattaforma allargata al punto da lambire i confini europei è condizione necessaria per raggiungere una qualche forma di risultato. Sappiamo tutti che una decisione comunitaria potrebbe spazzar via qualsiasi indirizzo provenisse dal nostro paese. In questa fase la capacità e l'esperienza di un animale politico come Mario Capanna potrebbe giocare la differenza. Intanto, già martedì 13 alle ore 11,00, presso la Fondazione Diritti Genetici di Roma si terrà la conferenza stampa di chiusura della consultazione, si analizzeranno i risultati (aggiornati al 10 novembre) e assieme a Capanna parteciperanno i presidenti delle associazioni che hanno promosso ed amplificato la campagna.

Sarà molto costruttivo vedere quanti sono.

La posta in gioco è alta e non siamo sorpresi di registrare un'adesione alla mobilitazione così ampia e, rispetto obsoleti canoni, così trasversale (forse addirittura più trasversale che ampia). Non siamo sorpresi, ribadiamo, per aver registrato la partecipazione di An, in Sardegna, alle manifestazione organizzate dai Verdi. Ci sono sembrate perfettamente condivisibili le affermazioni di Simone Spiga, nell'articolo che abbiamo pubblicato . Proprio su questi temi, ed esclusivamente su questi, c'è stato l'unico segno di continuità tra questo governo Prodi e il precedente del centrodestra. Il dicastero di Alemanno prima e di De Castro poi, ha dimostrato un tasso di continuità e coerenza che la dice lunga sulle prospettive ideologiche di questi temi.

I sostenitori della consultazione, quelli più accesi e strenui nelle loro più trasversali gradazioni, hanno chiesto che "l'agroalimentare, il cibo e la sua genuinità siano il cuore dello sviluppo, fatto di persone e territori, salute e qualità, sostenibile e innovativo, fondato sulla biodiversità e libero da Ogm". Una richiesta perfettamente legittima che poi si esprime nel principio di precauzione: "serve molta prudenza prima di dare il via libera o alla commercializzazione sul territorio europeo", ha detto Capanna al Sole 24 ore nei giorni scorsi, perché la ricerca non ha ancora raggiunto dei risultati univoci sugli effetti degli uso degli Ogm. E questa prudenza impone la difesa dell'agroalimentare, della produzione locale e caratteristica, quella fatta di coltivazioni che connotano una terra e la rendono unica.

Parliamo ora dei cosiddetti detrattori, cioè di coloro i quali insistono nel ridimensionare le iniziative contro gli ogm, anche se non è poi così semplice capire chi siano queste persone. L'argomento che dovrebbe servire a stanarle è lo spettro di veder fermata la ricerca. Il timore di veder fermata la ricerca, affermano, è l'argomento che giustifica l'ogm. E questo presupporrebbe che le persone che chiedono che "l'agroalimentare, il cibo e la sua genuinità siano il cuore dello sviluppo" siano contrarie alla ricerca. Questo è palesemente falso. Ma se servisse a sgomberare il campo da equivoci, signori miei, allora ve lo diciamo chiaramente: andate pure avanti con la ricerca nei laboratori, siamo assolutamente favorevoli.

Ci sono quindi i subdoli, e qui i detrattori sono reali e paludati da sigle di fondazioni e centri di ricerca, grembiuli bianchi e siti internet fatti per benino. Rappresentano una sorta di mutazione genetica dello spirito di ricerca galileiano, perché nel loro dna non rispondono ad un'urgenza di conoscenza e sapere - e qui l'archivio di Greenplanet può tornare utile per conoscerne alcuni - ma alle esigenze di qualche strategia commerciale, con risultati da ottenere e prodotti da vendere.

Ci sono però quelli che avrebbero anche una buona base scolastica e che poi, siccome si fissano sui caratteri umani, preferiscono ripiegare in un più confortevole e semplicistico schema di contrapposizione e non trovano niente di meglio che mettere: Capanna in relazione alle brigate rosse "ci pare ancora di sentire i suoi slogan degli anni d'oro: "prendi una spranga e diventa un Katanga ". Peccato perché nonostante le scorie ideologiche post ideologia, avrebbero anche dei buoni argomenti.

Ancora, tra i detrattori light, e lo diciamo sottovoce, quelli come il prof. Veronesi che al tg1 di venerdì sera scorso ha chiarito che gli ogm non gli fanno paura anche se sappiamo tutti che non stava pensando all'agroalimentare italiano. E quando parla di insulina a basso costo, quella che viene prodotto in laboratorio, gli sfugge il pericolo rappresentato dai venti che sollevano i pollini transgenici e che vanno a contaminare coltivazioni distanti anche centinaia di chilometri. Ma di questo non vogliamo certo fargliene una colpa perché lo riteniamo in buona fede e sappiamo che è ancora convinto di poter risolvere la fame nel mondo.

Aspettiamo i risultati e poi vediamo se serviranno a qualcosa. Noi speriamo di sì.

La redazione