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QC&I: IL LEGAME PI

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Quindici anni di impegno autorevole e indipendente, spesi al servizio delle aziende e dei consumatori che credono nell'importanza della sicurezza. A tavola, ma anche nella vita di ogni giorno

qci.jpgLa storia di QC&I, iniziata nel 1992 e maturata in parallelo allo sviluppo dell'agricoltura biologica, ne fa di diritto uno degli enti di certificazione più importanti e qualificati nel panorama nazionale.

Fin dal 1993, con l'applicazione del Regolamento CEE 2092/91, il Ministero ha inserito la QC&I nel ristretto novero di enti autorizzati a svolgere attività di certificazione, ed è stata quindi ufficialmente autorizzata nel 1996 con specifico decreto legge emanato dal Governo.

Da allora, il panorama dell'agricoltura biologica italiana è profondamente cambiato. Dopo una prima fase di grande crescita, in buona parte legata alle opportunità offerte dai contributi comunitari, la platea di aziende inserite nel sistema di certificazione ha subito una brusca fase di contrazione e di profonda ristrutturazione.

Pur in un contesto difficile, QC&I ha proseguito nella sua opera, senza mai venir meno in questi quindici anni di lavoro agli obiettivi originari. Non a caso, tra i quasi tremila clienti che hanno scelto di avvalersi dei suoi servizi è particolarmente alta la percentuale delle aziende di trasformazione e quella delle aziende agricole che richiedono con regolarità i certificati necessari alla vendita dei prodotti sul mercato del biologico. Segno che quanti hanno scelto l'agricoltura biologica come il proprio mercato di riferimento - e non solo per usufruire di contributi economici - guardano a QC&I come al partner ideale per garantire all'utente finale efficienza, affidabilità e serietà.

Attualmente QC&I svolge il suo lavoro quotidiano a supporto delle aziende agroalimentari italiane grazie a una rete di 70 ispettori e a una struttura che copre tutta l'Italia, attraverso la sede centrale di Monteriggioni (Si), l'ufficio distaccato di San Lazzaro di Savena (BO) e le 11 sedi regionali, veri e propri punti di riferimento per i nostri clienti che sono in grado di offrire risposte tempestive, precise, attente alle peculiarità e alle specifiche esigenze di ciascun territorio.

I suoi tecnici ispettori sono quotidianamente impegnati in centinaia di ispezioni, al fine di garantire il pieno rispetto delle norme in un numero sempre più ampio di situazioni. Con le stesse forti motivazioni che ne hanno segnato la nascita, già a partire dal 2000 QC&I ha infatti esteso il suo impegno anche ad altri settori, nella convinzione che il rapporto tra produttori e consumatori debba passare sempre di più attraverso una nuova consapevolezza dell'importanza della sicurezza.

Un valore, quest'ultimo, che è sempre stato alla base dell'intera esperienza dell'agricoltura biologica, e che grazie ai disciplinari privati e agli schemi di certificazione di rintracciabilità approvati da QC&I può oggi estendersi anche ad altri settori - dalle produzioni agricole integrate alla cosmesi, dal tessile ai detergenti - offrendo al consumatore finale la medesima garanzia di qualità.

"La certificazione - conferma Roberto De Rosa, direttore di QC&I - è oggi uno dei pochi elementi che costituiscono un autentico valore aggiunto agli occhi del consumatore finale. Ma non meno importanti sono i risvolti interni all'azienda. Se all'inizio l'iter può apparire complicato, una volta a regime il sistema è in grado di garantire all'operatore il pieno controllo dei processi, mettendolo in condizione di appurare in ogni fase della lavorazione cosa sia successo e come sia possibile intervenire. Per l'imprenditore più attento e consapevole, la certificazione rappresenta dunque un supporto di fondamentale importanza, non meno di quanto lo sia per il consumatore al momento della scelta".

Secondo una logica di progressiva diversificazione dei servizi offerti, QC&I si propone dunque come partner avanzato e competente per un numero sempre più vasto di aziende, disponibili ad accettare la sfida della certificazione e coglierne tutti i vantaggi insiti.

Un secondo, fondamentale ambito d'attività è poi rappresentato dai progetti avviati nei paesi stranieri attraverso una intelligente politica di collaborazione con le realtà locali, a supporto dell'attività delle aziende italiane ma anche di quelle aziende straniere che intendono affacciarsi sul mercato europeo con i loro prodotti. Attualmente i progetti in corso sono quattro, e coprono paesi strategici per l'industria agroalimentare italiana come la Cina, il Kenya, la Tanzania e il Venezuela, perché il cammino verso la qualità inizia spesso da molto lontano e va accompagnato in ogni sua fase per offrire al consumatore la tutela che merita.

"Invece di optare per l'apertura di nostre sedi - spiega Marco Piccirilli, presidente di QC&I e responsabile dei progetti esteri - abbiamo ritenuto più efficace e opportuno valorizzare le esperienze già presenti in loco, validando i loro ispettori attraverso appositi corsi di formazione per poi emettere noi i certificati richiesti dalle aziende. Si è trattato di una scelta che può apparire a prima vista inconsueta e controcorrente rispetto alle pure logiche di mercato che governano anche il mondo della certificazione, ma che ci sta garantendo risultati preziosi.

Da un lato, infatti, possiamo offrire alle nostre aziende la collaborazione con agenzie di certificazione che conoscono da lungo tempo e nel dettaglio la loro realtà nazionale; dall'altro lato, siamo riusciti a valorizzare e far crescere il know-how locale, aiutando i produttori del Sud del Mondo ad entrare nel mercato occidentale del biologico e dei prodotti certificati a prezzi accessibili. Un traguardo che finora, nonostante molti buoni propositi, non si era mai realmente concretizzato e che oggi invece può trasformarsi in un'esperienza su vasta scala, di cui le economie in via di sviluppo non potranno che avvantaggiarsi".

QC&I