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STUDENTI USA CONTRO I FAST FOOD. UNA DELEGAZIONE AL CONGRESSO DI SLOW FOOD |
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Sunday 11 November 2007 |
Un gruppo di studenti di diverse università nord
americane è intervenuto durante il V Congresso Internazionale Slow Food a
Puebla per presentare: "Slow Food on Campus", un'iniziativa per avvicinare gli
studenti ad una cultura del cibo buono, pulito e giusto.
Il progetto, nei suoi primi cinque mesi di vita, ha visto la
richiesta di adesione di almeno 80 istituti statunitensi. Un risultato che ha
superato le aspettative degli stessi responsabili di Slow Food U.S.A., ma che evidenzia
il desiderio dei giovani americani di migliorare l'alimentazione all'interno
del sistema scolastico, la necessità di
avvicinarsi ad una cultura del cibo buono, sostenibile e che non abbia
relazioni con modelli economici non etici.
«In ogni campus aderente al progetto stanno nascendo i
convivia Slow Food - hanno spiegato gli studenti, secondo quanto riportato da
slowweb - che si occuperanno di costruire orti scolastici, di fare pressioni
per migliorare il cibo servito nelle nostre mense, di stringere rapporti con i
produttori locali e di promuovere una nuova cultura del cibo». Per esmpio, già la
scorsa settimana, presso l'Università di Yale, si è tenuto un raduno di 150
rappresentanti studenteschi di tutto il Nord Ovest americano coinvolti in Slow
Food e attivi sui temi dell'agro-alimentare, i quali hanno sottoscritto una
dichiarazione di principi sulla qualità e la sostenibilità del cibo nelle
scuole. «Negli U.S.A. si spendono ogni anno 4 miliardi di dollari per il cibo
nelle scuole, riteniamo che questi soldi vadano reindirizzati verso prodotti
sostenibili e di qualità».
Accogliendo l'invito di Carlo Petrini, che nel discorso di
apertura del Congresso Internazionale ha auspicato un maggiore coinvolgimento
di giovani all'interno del movimento e di un loro "ritorno alla Terra", questi
ragazzi hanno già dimostrato di essere molto attivi e proponendosi come la prossima
importante realtà all'interno del movimento di Slow food. «Vogliamo anche noi
sognare in grande e speriamo che tra 5 anni, quando il Congresso U.S.A.
ridiscuterà l'infausto Farm Bill che regola la politica agro-alimentare
americana, potremo essere qualche centinaio di migliaia di studenti, da tutto
il mondo, a manifestare a Washington, per il nostro diritto a un cibo buono,
pulito e giusto».
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