Il progetto, nei suoi primi cinque mesi di vita, ha visto la
richiesta di adesione di almeno 80 istituti statunitensi. Un risultato che ha
superato le aspettative degli stessi responsabili di Slow Food U.S.A., ma che evidenzia
il desiderio dei giovani americani di migliorare l'alimentazione all'interno
del sistema scolastico, la necessità di
avvicinarsi ad una cultura del cibo buono, sostenibile e che non abbia
relazioni con modelli economici non etici.«In ogni campus aderente al progetto stanno nascendo i convivia Slow Food - hanno spiegato gli studenti, secondo quanto riportato da slowweb - che si occuperanno di costruire orti scolastici, di fare pressioni per migliorare il cibo servito nelle nostre mense, di stringere rapporti con i produttori locali e di promuovere una nuova cultura del cibo». Per esmpio, già la scorsa settimana, presso l'Università di Yale, si è tenuto un raduno di 150 rappresentanti studenteschi di tutto il Nord Ovest americano coinvolti in Slow Food e attivi sui temi dell'agro-alimentare, i quali hanno sottoscritto una dichiarazione di principi sulla qualità e la sostenibilità del cibo nelle scuole. «Negli U.S.A. si spendono ogni anno 4 miliardi di dollari per il cibo nelle scuole, riteniamo che questi soldi vadano reindirizzati verso prodotti sostenibili e di qualità».
Accogliendo l'invito di Carlo Petrini, che nel discorso di apertura del Congresso Internazionale ha auspicato un maggiore coinvolgimento di giovani all'interno del movimento e di un loro "ritorno alla Terra", questi ragazzi hanno già dimostrato di essere molto attivi e proponendosi come la prossima importante realtà all'interno del movimento di Slow food. «Vogliamo anche noi sognare in grande e speriamo che tra 5 anni, quando il Congresso U.S.A. ridiscuterà l'infausto Farm Bill che regola la politica agro-alimentare americana, potremo essere qualche centinaio di migliaia di studenti, da tutto il mondo, a manifestare a Washington, per il nostro diritto a un cibo buono, pulito e giusto».



