In apertura del Congresso l'appello di Carlo
Petrini a tutti i delegati e ai soggetti attivi nell'associazione a manifestare
concretamente solidarietà per la comunità del cibo di Villahermosa in Tabasco
recentemente devastata dall'alluvione che ha colpito il Sud-Est messicano. Quindi
Petrini ha tracciato le linee del
pensiero dell'associazione internazionale, all'insegna di una complessità che
trae le sue origini nel Manifesto fondante del movimento, sottoscritto a Parigi
nel 1989. Secondo il Presidente di Slow Food, la forte critica contenuta nel
Manifesto ai modi di produrre moderni, che "modificano la nostra vita e
minacciano l'ambiente e il paesaggio", non poteva che far presagire la
definitiva presa d'atto della crisi del modello attuale di sviluppo: «È giunto
il momento di cambiare filosofia, è la natura a dover porre limiti
all'economia, al contrario di quello che ha sempre predicato il pensiero
occidentale dominante, da Cartesio a oggi».Questo cambiamento, «si realizzerà soltanto attraverso una riscoperta delle culture popolari, sulle quali basare lo sviluppo di tante economie locali in grado di rispettare l'uomo e la natura, di sfruttare sensatamente le risorse e di produrre reale benessere». L'economia locale, contrapposta a quella di mercato, «aiuterà l'uomo a recuperare la sua saggezza, a non perdere quei saperi contadini antichi che hanno insegnato a vivere in armonia e che hanno forgiato le nostre identità».
Identità che si esprimono e interagiscono nella grande rete mondiale che il movimento sta cercando di costruire, unendo i suoi soci ai contadini e produttori di Terra Madre. In questo modo sarà più facile garantire lo "scambio internazionale di storie, conoscenze, progetti". Uno scambio, che secondo Petrini, «dovrà vedere sempre più protagonisti i giovani, permettendo loro di entrare in contatto con chi lavora la terra, affinché sia trasmessa la passione sacra che anima i più umili produttori di cibo buono, pulito e giusto: gratificante, sostenibile e non foriero di ingiustizie sociali». Ecco il nuovo messaggio lanciato a Puebla ai delegati di Slow Food: « È necessario che i giovani tornino alla Terra, perché se questo non avverrà non avremo futuro».



