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Dec 02nd
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APERTO IL QUINTO CONGRESSO INTERNAZIONALE DI SLOW FOOD

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È iniziato ieri a  Puebla, Messico, il 5° Congresso Internazionale di Slow Food. Di fronte a una platea di circa 600 delegati da 49 Paesi del mondo, i lavori si sono aperti con una tavola rotonda dedicata al significato profondo della gastronomia, un sistema complesso che lega la cultura e la socialità degli uomini ai processi naturali del nostro pianeta.

convegno_messico_slowfood.gifIn apertura del Congresso l'appello di Carlo Petrini a tutti i delegati e ai soggetti attivi nell'associazione a manifestare concretamente solidarietà per la comunità del cibo di Villahermosa in Tabasco recentemente devastata dall'alluvione che ha colpito il Sud-Est messicano. Quindi  Petrini ha tracciato le linee del pensiero dell'associazione internazionale, all'insegna di una complessità che trae le sue origini nel Manifesto fondante del movimento, sottoscritto a Parigi nel 1989. Secondo il Presidente di Slow Food, la forte critica contenuta nel Manifesto ai modi di produrre moderni, che "modificano la nostra vita e minacciano l'ambiente e il paesaggio", non poteva che far presagire la definitiva presa d'atto della crisi del modello attuale di sviluppo: «È giunto il momento di cambiare filosofia, è la natura a dover porre limiti all'economia, al contrario di quello che ha sempre predicato il pensiero occidentale dominante, da Cartesio a oggi».
Questo cambiamento, «si realizzerà soltanto attraverso una riscoperta delle culture popolari, sulle quali basare lo sviluppo di tante economie locali in grado di rispettare l'uomo e la natura, di sfruttare sensatamente le risorse e di produrre reale benessere». L'economia locale, contrapposta a quella di mercato, «aiuterà l'uomo a recuperare la sua saggezza, a non perdere quei saperi contadini antichi che hanno insegnato a vivere in armonia e che hanno forgiato le nostre identità».
Identità che si esprimono e interagiscono nella grande rete mondiale che il movimento sta cercando di costruire, unendo i suoi soci ai contadini e produttori di Terra Madre. In questo modo sarà più facile garantire lo "scambio internazionale di storie, conoscenze, progetti". Uno scambio, che secondo Petrini, «dovrà vedere sempre più protagonisti i giovani, permettendo loro di entrare in contatto con chi lavora la terra, affinché sia trasmessa la passione sacra che anima i più umili produttori di cibo buono, pulito e giusto: gratificante, sostenibile e non foriero di ingiustizie sociali». Ecco il nuovo messaggio lanciato a Puebla ai delegati di Slow Food: « È necessario che i giovani tornino alla Terra, perché se questo non avverrà non avremo futuro».