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V CONGRESSO INTERNAZIONALE DI SLOW FOOD. PUEBLA (MESSICO) |
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Friday 09 November 2007 |
Prende il via sabato 10 novembre a Puebla in Messico, fino a
domenica 11 novembre, il quinto Congresso internazionale di Slow Food.
L'incontro riunisce oltre 600 tra delegati e osservatori provenienti da 49
Paesi in rappresentanza degli 85 000 soci nei cinque continenti. Alla vigilia
dell'apertura dei lavori un seminario sul patrimonio culturale e alimentare dei
popoli.
É la prima volta che Slow Food organizza un congresso al di
fuori dell'Europa, e la scelta del Paese Nordamericano è strategica poiché
rappresenta, sia simbolicamente che concretamente, il lancio della rete
internazionale costruita grazie a Terra Madre, il meeting mondiale di
produttori di cibo che si svolge a cadenza biennale a Torino in concomitanza
con il Salone del Gusto.
Grande interesse da parte della società messicana, in
particolare delle massime istituzioni politiche e culturali della Città e dello
Stato di Puebla, nei confronti dell'assise di Slow Food, senza dimenticare però
la mobilitazione in corso per portare aiuto alla popolazione dello Stato di
Tabasco, duramente colpito nei giorni scorsi da un'inondazione che ha provocato
due milioni di sfollati e messo in ginocchio l'economia rurale. Un importante
prologo al Congresso è stato il seminario svoltosi ieri dal titolo Difesa del
patrimonio culturale e alimentare dei popoli, organizzato dall'Università
Iberoamericana di Puebla, in collaborazione con Slow Food e la cooperativa
Alternativas, da anni impegnata nello sviluppo rurale e nella coltivazione
eco-sostenibile di prodotti agricoli tradizionali della cultura indigena
messicana, tra cui l'amaranto, Presidio Slow Food.
L'apertura del seminario è stata affidata a Nicola Perullo,
in rappresentanza dell'Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo e
Colorno, e ha visto tra gli altri l'illustre partecipazione dell'antropologo
messicano Luis Alberto Vargas Guadarrama. Hanno partecipato anche Raúl
Hernández Garciadiego, direttore di Alternativas, con una relazione sulla
difesa delle risorse genetiche in Messico, e Ana de Ita Rubio, direttore del Centro
de Estudios para el Cambio en el Campo Mexicano (Ceccam), con un discorso sulle
risorse alimentari dell'umanità.
Carlo Petrini, nel suo ampio excursus che ha disegnato le
nuove frontiere di una gastronomia protagonista del riscatto ambientale e della
globalizzazione virtuosa, realizzabile attraverso la costruzione di una rete
tra economie locali, ha esortato i giovani studenti a guardare con attenzione e
rispetto ai saperi tradizionali contadini, e a coltivare attraverso la memoria
locale il patrimonio culturale che è parte integrante dell'identità dei popoli.
Attraverso la gastronomia quindi prende il via la battaglia da combattere per
il futuro dell'intera umanità, quella relativa alla difesa dell'ambiente, della
giustizia sociale e di una nuova cultura alimentare per ogni Paese.
Temi questi che da domani vedranno impegnati i delegati di
Slow Food nella definizione di nuove e sempre più incisive strategie. In
mattinata, nella sala delle cerimonie del municipio di Puebla, il Presidente
della Municipalidad Henrique Doges ha consegnato a Petrini la Cedula Real. Si
tratta della massima onorificenza che la Heroica Puebla de Zaragoza - questo il
nome tradizionale della città - conferisce a suoi illustri cittadini o a
personalità che contribuiscono a far conoscere Puebla nel mondo. La Cedula Real
è la pergamena con la quale Carlo V nel 1538 riconobbe a Puebla il titolo di
Città, pochi decenni dopo la scoperta dell'America.
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