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ASSOBIO PROTESTA CONTRO LA REVOCA DEI BANDI PER L

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AssoBio, l'associazione nazionale delle imprese di trasformazione e distribuzione di prodotti biologici, protesta duramente per il decreto con cui il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali ha revocato i bandi per l'agricoltura biologica: "Sviluppo della comunicazione istituzionale" e "Promozione della domanda interna ed internazionale".

Si tratta di bandi pubblicati, rispettivamente, nel gennaio e nel luglio scorsi, per il primo dei quali è già stata approvata la graduatoria, mentre per il secondo sono già state comunque aperte le buste.
La revoca viene motivata, secondo AssoBio in modo pretestuoso,
con la necessità di evitare di confondere i consumatori, dal momento che l'Unione Europea entro breve adotterà un nuovo marchio per i prodotti biologici mentre a livello nazionale è prevista l'approvazione di nuove specifiche norme.
Il nuovo marchio europeo, chiarisce Assobio, non potrà essere comunque utilizzabile prima di gennaio 2009 e prima che possa essere significativamente diffuso bisognerà attendere l'esaurimento e la ristampa delle confezioni degli oltre 5.000 prodotti presenti sul mercato. Secondo Assobio ciò non accadrà prima del 2010.
Oltre a suscitare sospetti e provocare danni agli enti ammessi in graduatoria o addirittura vincitori della stessa, la revoca è l'ennesimo duro colpo sull'intero settore agroalimentare biologico nazionale, al primo posto in Europa per numero di aziende di produzioni agricola, di trasformazione alimentare, per entità delle superfici coltivate, per esportazioni.
Secondo AssoBio, mentre tutte le nazioni fanno a gara per sostenere il proprio settore biologico - che costituisce l'unica parte in crescita del comparto agroalimentare, oltre che rappresentarne la più innovativa e dinamica -  offrendoal sistema delle imprese un quadro sicuro per lo sviluppo, anche questoGoverno, insiste, ha fatto la grave scelta  di abbandonare decine di migliaia di aziende e centinaia di migliaia di addetti, condannando il settore, ancora una volta, a confrontarsi in solitudine con il quadro di elevata competizione globale.
Già nel 2005 la Corte dei conti aveva stigmatizzato la mancanza di investimenti per lo sviluppo e la ricerca nel settore biologico, denunciando  la mancata assunzione di impegni di spesa, investimenti  non "congrui in relazione alla portata strategica dell'argomento".
Inoltre AssoBio denuncia il Ministero di non aver neppure sentito la necessità di informare  il Comitato consultivo sull'agricoltura biologica, a proposito dell'adozione del decreto di revoca. Per questio chiede l'immediato ritiro del decreto 3240/2007 e il contestuale impegno del Ministero ad un'immediata ripresa delle procedure del Piano d'azione nazionale per l'agricoltura biologica e i prodotti biologici (2005) e  l'avvio del confronto sui Piani d'azione per il prossimo triennio, dotati di stanziamento dalla Legge finanziaria 2007, finora rimasti insabbiati negli uffici del Mipaaf.