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BIOLCALENDA: ANTEPRIMA DI NOVEMBRE

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Nel numero di Novembre della rivista Biolcalenda si parla di: Fine dell'acqua, Cultura alimentare per l'infanzia, Il cereale del mese, Aloe vera, Integratori alimentari, Bioarchitettura ...

SOMMARIO DI NOVEMBRE

biolcalenda_novembre07.jpg
3 L'editoriale di Filippo Zaccaria
6 Attività culturali Biolca
13 Simboli e simbologia di Silvano Parisen

Alimentazione

13 Non solo cibo di Filippo Zaccaria
14 In armonia con la natura di Carmen Bellin

Prendersi cura

18 Curarsi con il cibo di Paolo Pigozzi
19 Iridologia di Elisabetta Conti
21 Medicina naturale di Giovanni Angilè
22 Integratori di Mauro Hartsarich
22 Le vignette
23 Grafologia di Mariuccia Rigon
25 Calendario avvenimenti di Sabrina Schiavo

Agricoltura biologica

29 AIAB Veneto Comunicazioni di Luca Michieletto
31 AVEPROBI di Guido Finora

36 Bioarchitettura di Giancarlo Chinello

Agricoltura biodinamica

39 Calendario delle semine e delle lavorazioni
40 Schede tecniche di biodinamica di Fabio Fioravanti

41 Le piante del bosco di Antonio Todaro
44 Agricoltura Omeodinamica di Michele Mattarello
46 Detersivi ecologici
48 Recensioni
49 Riflessi & Pensieri di pace di Umberto Bassan & Paolo Maurizio
50 Fiere e mercatini Bio

In copertina: Chiesetta (panorama Arquà P.) - foto di Lorenzo Cailotto


L'EDITORIALE: FINE DELL'ACQUA

Un pericolo che è sempre stato presente da quando l'ecologia ha messo in evidenza i rapporti esistenti tra gli stili di vita della società occidentale, ritenuta la più evoluta tecnologicamente, e le conseguenze per l'ambiente dell'intero pianeta terra. L'effetto più probabile, secondo alcuni studiosi, è l'accentuazione delle risorse consolatorie umane. Le risorse consolatorie portano l'uomo, posto di fronte all'inevitabilità della morte, all'esaltazione del godimento per ottenebrare il residuo di vita che gli rimane.

L'esempio celebre è il sonetto di Lorenzo de Medici detto il Magnifico ispirato dalla peste che colpiva senza rispettare casta e ricchezza: "Quant'è bella giovinezza che si fugge tuttavia! Chi vuol essere lieto, sia: di doman non c'è certezza. ...".

Detto in altre parole, pur di non prendere coscienza del problema e quindi cambiare stile di vita, l'uomo preferisce accelerare la sua fine inebriandosi con quello che trova disponibile. Se questo è vero, per l'umanità non c'è scampo, ma forse non è proprio così, perlomeno non per tutti.

Non è detto che le previsione sulla fine dell'acqua porti qualcuno a bere, quella che ha, fino ad annegare. Certo è difficile, scomodo e tormentante perdere quello che si ha, sembra di arretrare, ma la vita la si perde con la morte, ma la morte è fine dell'evoluzione? Qui è in gioco la visione del mondo, la definizione della realtà e chi la ritiene puramente un grumo di materia, una combinazione casuale di sostanze, è disperato. Dal brodo primordiale da cui origina la vita al bolo alimentare l'acqua è la sostanza chimica fondamentale per spiegare la nostra esistenza fisica.

Cosa si cerca nei pianeti del sistema solare, per presupporre la vita, se non l'acqua? Questo fluido fondamentale in cui tutto fluisce, che si adatta ad ogni forma, che scioglie e unisce, in realtà non sta diminuendo, anzi con il riscaldamento del pianeta sta aumentando, per il scioglimento dei ghiacciai stabili. Ciò che viene in carenza è quell'acqua pura e nutriente che noi fortunati siamo abituati a consumare un po' per bere e tanto per lavarsi, tantissimo per raffreddare, sciogliere e, un'enormità, per diluire il nostro inquinamento chimico.

I nostri consumi d'acqua potabile, cinquecento volte quelli di un indiano o milleottocento quelli di un africano presto dovranno ridursi, la nostra pigrizia acquisita schiavizzando l'intero terzo mondo, ne soffrirà. Chissà se cercheremo consolazioni, scorciatoie, pur di non cambiare la nostra "essiccata" visione della realtà.

Filippo Zaccaria - Biolcalenda
 

Video: Non è vero che tutto va peggio