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GREENPEACE FERMA LA DISTRUZIONE DELLA FORESTA INDONESIANA |
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Thursday 01 November 2007 |
Kuala Cenaku/Jacarta (Indonesia) 29 Ottobre 2007 - I volontari di
Greenpeace, lavorando insieme alla popolazione locale, fermano la
distruzione illegale delle foreste torbiere messa in atto dalla
compagnia che produce olio di palma, la PT Duta Palma.
Da oggi più di trenta volontari lavorano insieme alla gente del posto
per costruire le dighe che, bloccando le operazioni di drenaggio,
fermeranno il prosciugamento delle torbiere ed il rilascio
nell'atmosfera di CO2. Le dighe, inoltre, impediranno alla compagnia
produttrice di olio di palma di bruciare illegalmente una delle più
importanti foreste del mondo per piantare al suo posto palme da olio.
Secondo le ricerche condotte da Greenpeace presso il campo di resistenza
forestale a Riau, vicino le piantagioni di palma da olio, la PT Duta
Palma ed altre società collegate stanno apertamente violando le leggi
indonesiane per la gestione forestale ed un decreto presidenziale,
concepiti proprio a protezione di questo prezioso ecosistema.
Il campo di resistenza forestale organizzato da Greenpeace a Riau ha
dimostrato come la distruzione delle foreste contribuisca pesantemente
al riscaldamento del pianeta. Per questo motivo Greenpeace chiede che la
deforestazione venga formalmente inclusa tra gli obbiettivi del mandato
del protocollo di Kyoto, i cui paesi firmatari si riuniranno proprio a
Bali tra il 3 ed il 14 Dicembre. Oltre a ciò Greenpeace chiede che il
governo indonesiano si impegni immediatamente per l'introduzione di una
moratoria sul taglio distruttivo delle torbiere ed assicuri
l'implementazione di un efficace piano di gestione forestale contro gli
incendi.
Un quinto dei gas serra che vengono emessi nell'atmosfera del nostro
pianeta provengono dalla deforestazione. Nella sola Indonesia si stima
che tra il 1997 ed il 2006 siano stati emessi nell'atmosfera
quantitativi di CO2 pari a 1.400 milioni di tonnellate ogni anno a causa
degli incendi delle foreste torbiere. A questa quota bisogna aggiungere
600 milioni di tonnellate emesse a causa della decomposizione delle
torbiere che vengono drenate. Per questi motivi l'Indonesia occupa
attualmente il terzo posto nella triste classifica dei paesi emettitori
dopo la Cina e gli Stati Uniti.
In accordo con il Comitato intergovernativo sul cambio climatico delle
Nazioni Unite, recentemente insignito del premio Nobel per la Pace,
Greenpeace sostiene che solo dei significativi tagli alle emissioni
collegate alla produzione di energia e la fine della deforestazione
potranno evitare seri impatti sul cambio climatico.
"Solo proteggendo quel che resta delle foreste del pianeta riusciremo a
contrastare il cambiamento climatico proteggendo, in questo modo,
milioni di persone la cui vita dipende dalla foresta e preservando una
quota inestimabile di biodiversità animale e vegetale" spiega Chiara
Campione, responsabile della campagna Foreste per Greenpeace.
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