In mezza Europa esponenti della destra
stanno cominciando a fare discorsi su massimi sistemi, compresi
l'ambiente e gli Ogm, che a momenti neanche si sentono in un
centro sociale. Certo non si sentono dai governi di centro sinistra.
E da quello italiano, poi! Sta di fatto che il presidente Sarkozy,
in Francia, questa settimana ha detto no alla coltivazione di Ogm; no
a nuovi aeroporti, autostrade e centrali nucleari; e quasi no anche
ai pesticidi, il cui uso dovrà essere dimezzato.In Italia, l'ex ministro Giulio Tremonti in un salotto televisivo ha tuonato contro la globalizzazione che anche qui da noi, e non solo nel Sud del mondo, produce precarietà e povertà, e ha detto che il mercato senza regole non è il rimedio di tutti i mali, anzi. Cose che, quando le afferma un liberista come lui, sono una signora notizia: eppure i giornali non l'hanno notata.
Infine, Stavros Dimas, altro conservatore, in veste di commissario europeo per l'Ambiente si è preso una responsabilità coraggiosa e ha fatto una cosa che nessun altro aveva mai fatto prima: ha proposto di bocciare la richiesta avanzata dalle multinazionali proprietarie dei brevetti per coltivare anche in Europa due tipi di mais Ogm. L'ha fatto nonostante il parere favorevole ai due mais espresso dall'Efsa, l'autorità europea per la sicurezza alimentare, che da tempo e da più parti è criticata perché in materia di colture geneticamente modificate non conduce studi indipendenti ma si limita a rivedere la documentazione presentata dalle multinazionali.
A Dimas si deve anche il fatto che non è stata approvata, o almeno non ancora, la coltivazione in Europa della patata Ogm. Essa ormai ha già tutte le carte burocratiche in regola salvo un ultimo sì che era ritenuto burocraticamente dovuto e scontato.
A voler cercare il pelo nell'uovo (il pelo: mica poi tanto...) si può notare che Dimas non ha mosso un dito per impedire l'importazione in Europa di una barbabietola da zucchero e di altre tre varietà di mais transgenico: la decisione è stata presa in settimana dalla Commissione Europea. E anche Sarkozy, schierandosi contro la coltivazione di Ogm in Francia, non ha parlato di un ugual trattamento da riservare alle importazioni. Insomma, la svolta che si va tratteggiando riguarda solo la coltivazione in campo aperto. Nessuno tocca le importazioni, protette da un'entità molto in auge al momento, il Dio del Libero Mercato. Però...
Però qualche cosa anche qui va muovendosi, ed è sempre, udite udite, il fronte dei conservatori che vuol erodere lo strapotere del mercato globale. Giulio Tremonti durante "Porta a Porta" di martedì ha detto che è un errore (però ha usato termini assai più coloriti e molto meno beneducati) non imporre delle regole ai mercati e lasciare che i capitali si spostino laddove trovano terreni più floridi per pascolare e ingrassare.
Anche Sarkozy, in Francia, ha tirato un pesce in faccia (anzi: un pesce marcio in faccia) al liberismo e al mercato globale. Ha detto che bisognerà tassare le importazioni in modo differenziato, tenendo la mano leggera solo sulle merci prodotte nel rispetto dell'ambiente e del clima. Se avesse aggiunto che meritano tassi nulli o lievi le merci prodotte anche nel rispetto dell'uomo, e non solo del pianeta, Sarkozy sarebbe proprio un uomo da baciare.
Maria Ferdinanda Piva, 29 ottobre 2007



