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MORATORIA OGM: FUTURAGRA CHIEDERA' I DANNI PER UN MILIARDO DI EURO

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Non tutti sono contro gli ogm. Futuragra, associazione culturale del nord est, promuove l'uso dei prodotti geneticamente modificati e, secondo loro, la moratoria sugli ogm arrecerebbe danno agli agricoltori per mancato guadagno.
La mancata introduzione in Italia di mais geneticamente modificato costa ai maiscoltori 150 milioni di euro all'anno in mancati ricavi. Lo sostiene Futuragra, l'associazione che riunisce gli agricoltori favorevoli alla coltivazione di prodotti ogm.   Il presidente dell'Associazione, Duilio Campagnolo , intervenendo a Roma nella recente presentazione ufficiale di Sagri il coordinamento che vede uniti scienziati e agricoltori in difesa del progresso agricolo e della ricerca, ha commentato: "Siamo allibiti davanti ad una classe politica che ignora sistematicamente le sentenze del TAR del Lazio, della Corte Costituzionale e della Corte Europea di Giustizia in tema di piante geneticamente modificate, che utilizza i soldi dei contribuenti per finanziare le attività di Mario Capanna e che si permette di firmare a fini elettorali schede referendarie demagogiche contro gli ogm". Quindi ha aggiunto:  "Stiamo valutando con i nostri legali la possibilità di richiedere allo Stato italiano un miliardo di euro di danni per i mancati ricavi provocati dalla moratoria imposta in Italia sulla coltivazione di mais geneticamente modificato".
Poi ha proseguito: "Ho letto con sconcerto le recenti dichiarazioni di Hans Berger, assessore all'agricoltura dell'Alto Adige, che ha coordinato un gruppo di lavoro sulla coesistenza. Nonostante le numerose sentenze delle corti italiane ed europee Berger ha pubblicamente dichiarato di avere ‘l'obbligo di rendere sempre più difficile la semina con organismi geneticamente modificati tramite la creazione di ostacoli di tipo tecnico'. Una dichiarazione che testimonia l'arroganza di questa classe politica che si sente sopra la legge e che conferma l'esistenza di una volontà politica determinata nel voler distruggere l'agricoltura della Pianura Padana. Un'agricoltura, quella padana, che dipende dal mais e che non è più in grado di reggere l'urto delle nuove normative comunitarie sulla presenza di micotossine e della concorrenza estera".

E questa è stata la sua conclusione: "Futuragra è qui presente oggi, al fianco di autorevoli rappresentanti del mondo scientifico, per denunciare la sistematica violazione delle leggi Comunitarie da parte della classe politica italiana e i costrutti bizantini che, attraverso l'adozione di norme incostituzionali, mirano di fatto a rendere impossibile la coltivazione di piante modificate in Italia. Esiste invece un numero sempre crescente di imprenditori agricoli che chiede di poter provare le nuove tecnologie già ampiamente in uso in altri paesi europei". 

Futuragra è un'associazione culturale nata nel 2004 a Pordenone. L'associazione è composta da imprenditori agricoli appartenenti trasversalmente alle diverse organizzazioni sindacali di categoria ed è supportata da consulenti scientifici, che sono chiamati a guidare l'associazione su specifici temi. Futuragra che attualmente  conta circa 500 associati ed è rappresentata in tutte le regioni del Nord Italia. intende confrontarsi con le tematiche inerenti l'innovazione tecnologica, la cultura d'impresa, la difesa della proprietà privata e del libero mercato nel settore agricolo. 

Per quanto riguarda i problemi nell'agricoltura,  Futuragra in un suo documento scrive: "Secondo ricerche condotte dall'Istituto per la Cerealicoltura di Bergamo, gli agricoltori italiani perdono ogni anno 19 quintali di produzione di mais per ettaro a causa della piralide. La perdita imputabile al mancato miglioramento genetico delle varietà di mais è stimabile in circa 7 quintali per ettaro. Calcolando un prezzo medio di euro 16 a quintale, questo si traduce in un mancato ricavo di circa 415 euro per ettaro. In Italia si coltiva circa 1 milione di ettari di mais. La superficie potenzialmente interessata all'innovazione biotecnologica è di circa 350.000 ettari. La moratoria sulla coltivazione di ogm è stata introdotta in Italia nel 2000. In sette anni i maiscoltori italiani hanno perso circa 1 miliardo di euro di reddito derivante dalla mancata adozione di mais Bt geneticamente modificato per resistere alla piralide".

Futuragra.



 

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