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E SE TRA 50 ANNI SI PRODUCESSE CHAMPAGNE IN INGHILTERRA? |
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Thursday 25 October 2007 |
Focus di Vinitaly US Tour su cambiamenti climatici
ed effetti sull'enologia mondiale
Vinitaly US Tour è un
evento promozionale e commerciale fondamentale per i produttori di
italiani, ma anche l'occasione per approfondire i temi più
importanti per il futuro del settore.
Successo per la
degustazione-evento "The Young Lions of Winemaking - The
Legends of the future"; 11 i protagonisti, 4 gli italiani.
Chicago, 24 ottobre 2007 -
Tra 50 anni berremo Champagne inglese: potrebbe essere questo
l'effetto dei mutamenti climatici e dell'innalzamento delle
temperature in atto a livello globale; non è detto che questo
sia un male in assoluto e comunque l'Italia non subirà
contraccolpi. È questa l'opinione espressa da Serena
Sutcliffe, master of wine e responsabile vini della casa d'aste
Sotheby's, nel corso della degustazione-evento "The Young Lions
of Winemaking - The Legends of the future" del secondo giorno a
Chicago di Vinitaly US Tour. Focus dell'appuntamento proprio i
cambiamenti del clima e gli effetti del riscaldamento del pianeta
sulla produzione e il consumo di vino.
Per la Sutcliff, in generale si
produrrà meno vino, ma di maggiore qualità e visto
l'attuale eccesso di offerta una diminuzione della quantità
non potrà che fare bene al mercato. Il caldo, inoltre, è
amico della vite e la nuova situazione climatica obbligherà i
viticoltori a rivedere il proprio modo di produrre le uve e a
ristudiare in meglio i propri vini.
La degustazione-evento, svoltasi per
la prima volta nel 2006 a Verona per celebrare il 40°
anniversario di Vinitaly, ha messo a confronto 11 vini di altrettanti
young lions, che per le loro indubbie capacità possono già
essere considerati "leggende del futuro" dell'enologia
mondiale. In questa esclusiva lista quattro i giovani italiani
(Albiera Antinori, Raffaele Boscaini, Francesca Planeta e Marco
Caprai), tre i francesi (Jean-Baptiste Lecaillon, Jean Marie Fourrier
e Thomas Duroux), due gli australiani (Jeffrey Grosset e David
Powell), un argentino (Hans Vinding-Diers) e un portoghese (Adrian
Bridge).
"Vinitaly US Tour - fa notare Giovanni
Mantovani, direttore generale di Veronafiere - è una
fondamentale occasione per fare business sul più importante
mercato per il vino in generale e per l'Italia in particolare, ma
in più offre approfondimenti e verifiche con i protagonisti
dell'enologia, sotto la guida quest'anno di una delle più
autorevoli figure del settore a livello internazionale. Un'iniziativa
- conclude Mantovani - che ribadisce il ruolo della rassegna come
leader assoluta nel panorama mondiale".
La seconda giornata di Vinitaly US
Tour si è conclusa con una cena a scopo benefico con un menù
appositamente preparato dal famoso chef Mark Payne del Ritz-Carlton.
Nel corso della serata si è svolta un'asta di vini
silenziosa, il cui ricavato verrà devoluto a Grapes for
Humanity, un'associazione no profit che assiste le vittime delle
mine antiuomo.
Oggi tappa di Vinitaly US Tour a San
Francisco, con workshop e degustazioni che vedono coinvolte 500
persone tra buyer, operatori del settore horeca e giornalisti
specializzati. Il Vinitaly US Tour chiuderà domani, 25 ottobre
a Los Angeles, dove le degustazioni saranno aperte oltre che agli
operatori anche a un gruppo di 200 selezionati wine lover.
VeronaFiere,
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