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MORTI BIANCHE, UNA VERGOGNA ITALIANA

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La responsabilità sociale delle imprese contribuisce a promuovere la salute e la sicurezza sul lavoro. È stato questo l'importante tema affrontato nel corso del recente convegno promosso dalla Fondazione Csr (I-Csr), in collaborazione con Unioncamere, ministero della Solidarietà sociale e Inail.

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All'incontro hanno inoltre partecipato il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero (Partito della Rifondazione comunista), il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli, il presidente dell'Inail, Vincenzo Mungari, e il direttore generale dello stesso Istituto antinfortunistico, Piero Giorgini.

"In Italia - ha detto il ministro Ferrero - c'è una situazione di ‘forte irresponsabilità sociale delle imprese' e per questo servono norme rigide e un sindacato che faccia integralmente il suo mestiere. O si forma una classe industriale che ha la percezione del suo ruolo o con il sistema imprenditoriale polverizzato come quello italiano continueremo a contare i morti sul lavoro". Secondo il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli, sulla "Corporate social responsibility" "è necessario riportare al centro dell'attenzione la cultura della Csr: il miglioramento delle condizioni di lavoro e delle attività produttive non può essere affidato solo all'applicazione delle leggi e delle sanzioni ad essa collegate". Perché il fenomeno della sicurezza sul lavoro resta tutt'ora ancora "drammatico" e per contrastare gli infortuni sul lavoro servono, in aggiunta alle misure emanate, "un costante livello di attenzione e un forte impegno civile". Così si è espresso in proposito poche settimane or sono anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un apposito messaggio inviato a Marcandelli, presidente dell'Associazione mutilati ed invalidi del lavoro, in occasione della 57esima Giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro. Occorre, però, "diffondere maggiormente la più ampia consapevolezza della gravità della situazione purtroppo esistente e favorire sempre più una comune operante cultura della sicurezza". Dal monitoraggio effettuato dall'Anmil e presentato nel corso del consueto appuntamento annuale, si evince, tuttavia, che gli eventi sui luoghi di lavoro fin qui segnalati dall'inizio dell'anno in corso sono complessivamente diminuiti (almeno gli infortuni dichiarati), ma quelli con esito fatale sono invece lievitati. Nei primi sette mesi del 2007 le "morti bianche" sono state in totale 719 (molte anche le donne e i giovani), cioè l'1,7 per cento in più in confronto allo stesso periodo del 2006. Il volume globale di incidenti denunciati è però calato del 2,37 per cento toccando quota 537.919. Per l'Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro, il costo sociale di questi incidenti è di trentacinque miliardi di euro all'anno: solo nel 2006 sono state perse 16.080.232 giornate di lavoro.

Fonte: www.avanti.it
articolo originale di Carlo Pareto, 21 ottobre 2007, http://www.avanti.it/article.php?art_id=17352

 

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