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COME RIDURRE LE EMISSIONI DI CO2? BERE IL LATTE A LUNGA CONSERVAZIONE

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latte.jpgIl ministero dell'Ambiente e delle Politiche Agricole inglese ( Defra) ha diffuso in forma non ufficiale una dei piani che rientrano nella strategia atta a ridurre le emissioni di Co2 in Gran Bretagna: ridurre il latte fresco del 90% per il 2020.

La notizia, lasciata trapelare evidentemente con lo scopo di generare un dibattito, ha già fatto esplodere una sollevazione di massa. Da un punto di vista strettamente burocratico il disegno ha senso. Se il latte fresco, che in Gran Bretagna rappresenta il 93% del mercato, scomparisse a vantaggio del più comodo latte a lunga conservazione diminuirebbero in modo sensibile i consumi dovuti alla refrigerazione, nel trasporto e nella vendita. Ma la mossa non inciderebbe sui consumi dei frigoriferi domestici dal momento che il latte a lunga conservazione, una volta aperto, va conservato al fresco.

In Gran Bretagna, come avviene in tutti i paesi anglosassoni, vige la tradizione del latte consegnato fresco ogni mattina davanti la porta di casa nella bottiglia di vetro assieme al giornale. Il tema sollevato da questa proposta solleva un problema non indifferente. Il tentativo di applicare in termini pratici e soprattutto di modificare le abitudini delle persone per ottenere quei risultati necessari a contrastare i cambiamenti climatici e ridurre le emissioni di Co2 è un compito estremamente arduo che difficilmente incontrerà i favori dei consumatori.

Consumo di latte a lunga conservazione ( UHT )*:

Austria 20.3 %
Belgio 96.7 %
Repubblica Ceca 71.4 %
Danimarca 0.0 %
Finlandia 2.4 %
Francia 95.5 %
Germania 66.1 %
Grecia 0.9 %
Ungheria 35.1 %
Irlanda 10.9 %
Italia 49.8 %
Olanda 20.2 %
Norvegia 5.3 %
Polonia 48.6 %
Portogallo 92.9 %
Slovacchia 35.5 %
Spagna 95.7 %
Svezia 5.5 %
Svizzera 62.8 %
Gran Bretagna 8.4 %

* Euromonitor International
 

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