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STOP AI PREZZI: STRATEGIA D’IMMAGINE DI REGIONE LOMBARDIA E DISTRIBUZIONE |
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Saturday 20 October 2007 |
L'iniziativa
"Stop ai prezzi" della Regione Lombardia? Un'operazione
di facciata, nonché un sicuro danno nei confronti della
piccola e media industria alimentare che è a reale rischio di
chiusura per cause di respiro internazionale.
"Come
al solito si esalta l'immagine dei politici e di chi ha più
forza contrattuale nella filiera, a discapito di chi produce e deve
garantire la qualità dei prodotti".
È questa, in sintesi, la
posizione di UnionAlimentari-Confapi
(Unione Nazionale della Piccola e Media Industria Alimentare) nei
confronti del progetto "Stop ai prezzi" promosso dalla Regione
Lombardia in accordo con la Distribuzione.
"Noi,
piccoli e medi produttori, non eravamo al corrente dell'iniziativa
e da oggi ci troveremo a competere con nuovi primo-prezzo. A meno che
il blocco riguardi le nostre marche, a nostra insaputa. Questo
significherebbe rasentare
lo statuto di "vendita sottocosto",
con tanti saluti all'immagine della salvaguardia delle nostre
produzioni di qualità",
dichiara Renato Bonaglia, Presidente Nazionale di UnionAlimentari.
L'iniziativa
serve per tutelare i consumatori ed evitare rincari: "A
livello locale non si è ancora compreso che il problema non è
speculativo ed è,
invece, dovuto ad aumenti di prezzo, a monte, delle materie prime,
che in talune filiere incidono enormemente sul costo del prodotto
finito. Si è consigliato ai produttori di tagliare le spese di
marketing per contenere i costi: peccato che
le piccole e medie industrie investano solo l'1-2% in tale
attività".
"Come
sempre il paladino
sociale è l'ultimo attore della filiera alimentare e la
Regione Lombardia sembra assecondarlo senza approfondire le questioni
di fondo. Noi, piccoli
e medi produttori, rimaniamo esclusi in questa "sinergia tra
pubblico-privato" che veste i toni di una buona
strategia di marketing. Anche politico".
Un'azione
analoga al cd. "paniere da 29 euro" sostenuta dal Comune di Roma
che, dal 13 ottobre all'8 dicembre, consentirà alle famiglie
romane di acquistare 18 prodotti a prezzo bloccato in molti
supermercati della città: "Ad
essere ridotta sarà
la libertà di
scelta dei consumatori
più che il costo per la spesa, visto che il blocco prezzi
riguarderà alcuni prodotti e sarà attuato solo in
determinati punti distributivi".
La
vera domanda è: "Come
si garantirà l'annunciata stabilità dei prezzi?
Attraverso mancati margini della distribuzione o piuttosto imponendo
all'industria di non trasferire gli aumenti delle materie prime sul
prezzo finale come
finora è successo? In questo secondo caso, quali prodotti
arriveranno sugli scaffali?"
A
fronte di tale situazione
UnionAlimentari chiede
al Presidente Formigoni di
indire un Tavolo di confronto con la piccola e media industria
alimentare, per ascoltare le
sue problematiche e il suo punto di vista. Auspica,
inoltre, l'adozione di
misure per contenere, a monte, i rincari delle materie prime.
Altrimenti l'80% della piccola e media industria scomparirà.
Lo ricorda una recente indagine Ismea".
UnionAlimentare.
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