A pochi mesi dall'annuncio di Steve Jobs, leader di Apple, di voler intraprendere una nuova strada ecologica con la propria azienda, la corporation americana viene travolta da uno scandalo che ne mette in dubbio la reale bontà di intenzioni.
Il nuovo Iphone, nuovo gioiello Apple che integra in un unico dispositivo diverse funzioni ormai ricercate da milioni di utenti (cellulare, fotocamera, lettore mp3, il tutto comandato con un ampio display touch screen dalla grafica senza dubbio invidiabile), si scopre contenere una serie di sostanze nocive e materiali tossici per l'uomo.
Secondo un rapporto pubblicato da Greenpeace il 15 ottobre, infatti, l'Iphone contiene alcune sostanze (ftalati) considerati come tossici per la riproduzione, a causa della loro capacaità di interferire con lo sviluppo sessuale dei mammiferi, in particolare di genere maschile.
Queste sostanze, presenti in alte quantità nell'auricolare dell'Iphone, non sono vietati nei cellulari pur essendo invece banditi in tutti i giocattoli e articoli per l'infanzia venduti in Europa.
Solo per un attimo viene da interrogarsi sulle ragioni di tale distinzione: perché le norme comunitarie non vietano l'impiego di tali sostanze anche in altri prodotti notoriamente "di massa" e che possono tranquillamente finire nelle mani di bambini o adolescenti?
La questione sarà sicuramente complessa, non è questa certamente la sede per comprenderne le ragioni. Tuttavia, dove la normativa è carente la differenza viene fatta dalla responsabilità sociale d'impresa. Un atteggiamento coerente di una multinazionale che annuncia al mondo intero di voler eliminare dai propri prodotti sostanze nocive, su pressione dell'opinione pubblica smossa da Greenpeace, presupporrebbe l'attenzione nei confronti di tutti i propri prodotti, in particolare per quelli di nuova concezione.
Apple, insomma, dovrebbe decidere da che parte stare: o ricerca il profitto disinteressandosi del proprio impatto sull'ambiente e sui propri clienti, oppure decide di impegnarsi seriamente e coerentemente rimuovendo le sostanze tossiche dai propri prodotti e garantendo che simili "errori" non si ripeteranno più.
Per approfondimenti
www.greenpeace.org/italy
Il video sull'iPhone diffuso da Greenpeace
http://it.youtube.com/watch?v=joBxa9QXTYY



