Nel settore del vino biologico il barometro della situazione non è mai stato così alto. Anche nel 2006 gli importatori e i rivenditori specializzati in vini bio hanno nuovamente profittato di tassi di crescita a due cifre. Tuttavia a salire non è stato soltanto il volume delle vendite: contrariamente a quanto avviene per i vini convenzionali, in questo comparto quadrano anche i fatturati degli operatori! Il BioFach 2008, il Salone Mondiale per Prodotti Biologici, è nel contempo la maggiore fiera specializzata dei vini bio del globo. Dal 21 al 24 febbraio 2008 espositori da ogni angolo del pianeta presenteranno al pubblico interessato i loro prodotti biologici di primissima qualità nel nuovo Padiglione del vino 4A: un ambiente elegante con aree di degustazione guidata e vere delizie bio nel Percorso del gusto e nel ristorante del padiglione!
Nel 2008 al BioFach e al Vivaness, il Salone della Cosmesi Naturale e del Wellness che si svolge in parallelo, si attendono complessivamente circa 2.600 espositori e 45.000 visitatori nel Centro Esposizioni Norimberga per l'annuale festa del settore.
La biodinamica acquista sempre più importanza
Nel mercato vinicolo internazionale un numero sempre maggiore di viticoltori punta sui vini biologici. L'agricoltura ecologica conosce due metodi di coltivazione, quello biologico organico e quello biologico dinamico. Si definisce biologico-dinamico il sistema di produzione secondo le teorie antroposofiche di Rudolf Steiner, nelle quali non si tiene conto soltanto delle sostanze materiali e delle forze fisiche della natura bensì anche, tra le altre cose, delle fasi lunari. Nella viticoltura biodinamica, ad esempio, quando si travasa il vino da una botte all'altra si consulta anche il calendario astrale.
Spagna: sempre più produttori passano al bio
L'incremento della domanda e i buoni fatturati inducono in misura crescente i grandi e rinomati produttori convenzionali della penisola iberica ad ampliare il proprio assortimento con vini biologici. Sono in prima linea le cooperative nelle regioni La Mancha, Rioja, Penedès e il Levante a convertire superfici sempre più grandi, dando così origine a un'offerta di vino bio in costante aumento. La maggior parte di detti vini viene esportata in botte e venduta nel segmento entry level. Tuttavia soprattutto i poderi biologici privati rivelano un ricco potenziale per qualità elevate. Da alcuni anni si continuano a estendere le superfici coltivate per poter far fronte alla crescente domanda nel segmento di prezzo superiore ai 10 euro.
Austria: l'ondata biodinamica ha investito la repubblica alpina
Mentre al momento in Spagna, con i suoi 15.000 ha e più di vigneti biologici, la coltivazione biodinamica gioca ancora un ruolo assolutamente marginale, in molte altre note nazioni vinicole si constata invece un trend differente. È il caso dell'Austria, assalita da una vera e propria ondata biodinamica dal 2005. "La conversione non è motivata da ragioni di marketing, infatti non abbiamo bisogno di alcun aiuto per la commercializzazione. Si tratta piuttosto di sostenibilità e di una qualità ancora migliore", spiega Peter Veyder-Malberg dello Schlossweingut Graf Hardegg. Veyder-Malberg fa parte di un gruppo di rinomati viticoltori austriaci che sono passati collettivamente alla coltivazione biodinamica.
Germania: sviluppo dinamico nella viticoltura
In Germania, dove vengono attualmente coltivati biologicamente circa 2.000 ha di vigneti, si sta muovendo qualcosa nella viticoltura bio. Uno dei motori di questo processo è il VDP (Associazione dei produttori tedeschi di vini di certificata qualità superiore). 15 tenute affiliate lavorano oltre il 12 % della superficie tedesca coltivata ecologicamente a vigneto. "Altre cinque associate sono in fase di conversione. Per quanto concerne l'impegno nel biologico notiamo un fortissimo dinamismo. Ormai non si tratta più di un mero fuoco di paglia, bensì quasi di un incendio di vaste proporzioni", commenta il presidente del VDP Steffen Christmann. Come la maggioranza dei suoi colleghi in seno all'associazione, anche lui si orienta verso la coltivazione biodinamica.
Francia: l'Alsazia è un antesignano nella coltivazione biodinamica
Anche in Francia si avverte decisamente il trend verso il vino biologico. A convertire numerose superfici sono soprattutto le grandi cooperative al sud, specialmente nella Linguadoca e nella regione del Rodano/Provenza. Tuttavia nella maggior parte delle cooperative vitivinicole la quota di vigneti biologici controllati ammonta a meno di un terzo. C'è quindi ancora un ampio margine verso l'alto. Questo vale particolarmente per la Linguadoca, che è sulla buona strada di sfatare la sua fama di terra del vino di massa. Il Bordeaux e l'Alsazia sono regioni in cui la viticoltura biologica è fortemente rappresentata. Soprattutto in Alsazia si constata un netto sviluppo verso la coltivazione biodinamica, portato avanti principalmente a opera dei viticoltori privati. In Francia esistono attualmente circa 15.000 ha di vigneti biologici.
Italia: leader nel mercato del vino bio
Nell'ultimo decennio l'Italia si è posta ai vertici della vitivinicoltura biologica
europea. Se nel 1994 essa coinvolgeva ancora circa 3.700 ha, fino al 2001 l'area occupata da vigneti biologici controllati è salita a 44.000 ha. Tuttavia da allora questa superficie è diminuita sensibilmente. Nonostante ciò l'Italia continua a essere il leader assoluto nella viticoltura biologica con oltre 30.000 ha. Le ragioni che hanno determinato la riduzione della superficie sono essenzialmente due: le grandi cantine nell'Italia del sud, dove viene coltivata la maggior parte delle uve biologiche, hanno preferito tornare alle uve a basso costo per produrre vini semplici. Per i costosi vini biologici mancavano nel meridione gli acquirenti. Sono state inoltre nettamente ridotte le sovvenzioni all'agricoltura biologica. Invece nelle rinomate regioni al nord del paese, in prima linea in Toscana e nel Veneto, la situazione è decisamente più rosea: qui sono insediate soprattutto aziende vinicole biologiche private che riescono a vendere il grosso della loro produzione all'estero.
In Italia il settore bio riceve forti impulsi grazie al presidente di Slow Food, Carlo Petrini. Petrini vede nell'agricoltura biologica e, soprattutto, in quella biodinamica il futuro per eccellenza dei viticoltori e dei coltivatori italiani incoraggiando così, anche nel suo paese, il trend verso la biodinamica.
Vino biologico: trend del futuro
La domanda di vino bio da parte dei consumatori si fa sempre più forte, un
fenomeno comunemente diffuso in tutto il mondo. Stando a quanto sostengono i conoscitori del mercato, ad esempio, il vino biologico conquista un numero sempre maggiore di amatori tra i sommelier e la clientela anche negli Stati Uniti. Di contro i vini biologici statunitensi trovano una crescente schiera di sostenitori in Europa. Basti infatti ricordare che nella difficile annata 2006 la Bonterra Vineyards, la più grande azienda biologica americana che coltiva con metodi sia ecologici sia biodinamici, non ha registrato cali delle vendite in Europa e si è sviluppata positivamente soprattutto in Germania.
Per gli esperti è solo una questione di tempo e le cooperative vinicole europee si occuperanno della tematica in modo ancora più intenso di quanto avvenuto finora. Già oggi si riscontra un aumento del numero di cooperative convenzionali che commercializzano anche vini biologici e operano così su due fronti. Ciò è sicuramente sensato anche considerato il cambiamento climatico in corso. Lo conferma Günter Wittmann, viticoltore dell'Assia renana e pioniere dell'ecologia: "Soprattutto grazie all'impiego di metodi biodinamici i grappoli si presentano meglio e maturano prima". Raggiunto il livello di maturazione ottimale l'uva ha una gradazione alcolica inferiore rispetto a quella delle corrispondenti qualità da coltivazione convenzionale che devono rimanere appese alla pianta più a lungo. Gli esperti di mercato ritengono che il cambiamento climatico e le conseguenti condizioni atmosferiche difficili portino i vini a contenere sempre più alcol, una cosa che gli intenditori non vedono con piacere e si dovrebbe piuttosto cercare di evitare. Gli argomenti a favore della viticoltura biologica sono molteplici. Al BioFach 2008 i visitatori potranno vivere in prima persona nonché gustare tutta la varietà di vini biologici provenienti dall'intero globo.
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