Assessore, perché la scelta di questo tema, "Donne e sovranità alimentare"?"L'accostamento è nato fondamentalmente dalla volontà mia e di Vandana Shiva. Partendo dai temi dell'agricoltura e dell'importanza dei semi abbiamo iniziato a riflettere sulla ‘preziosità delle donne' nella conservazione della biodiversità, anche a causa della straordinaria presenza di donne in agricoltura".
Può darci qualche informazione in più sulla figura di Vandana Shiva?
"Vandana Shiva è un'economista e scienziata indiana da anni impegnata sul tema della sovranità alimentare e sulla difesa dei semi. Per gli indiani quella della biodiversità è una battaglia di sopravivvenza, l'avvento degli Ogm ha distrutto l'economia indiana in molte zone, dove gli agricoltori non potevano riutilizzare i semi come hanno fatto i loro antenati da millenni ma dovevano comprarli. Per far capire quanto la situazione sia grave basta pensare all'enorme quantità di suicidi tra gli agricoltori. Cose come il brevetto di sementi suonano già pericolose a noi occidentali, ma per un'economia ancora a base agricola sono vere mostruosità. Vandana Shiva è inoltre presidente della Commissione Internazionale del Cibo".
Ha parlato di organismi geneticamente modificati: qual'è la posizione della Regione sul tema?
"Le dico solo che proprio il 15 ottobre la Regione ha fatto da capofila all'iniziativa ‘no Ogm'. Su questo tema la posizione della Toscana è netta: no, senza compromessi. Per mille ragioni: non solo quella del ‘cibo Frankenstein', che già basterebbe a farci inorridire, ma anche molte altre, tutte assai concrete. Gli Ogm attentano al valore competitivo della nostra biodiversità: aprire agli Ogm significa appiattire, standardizzare, impoverire la salute e l'economia toscana".
Come difendersi dagli Ogm?
"Io so che la maggior parte degli agricoltori toscani, italiani ed europei non desiderano gli Ogm, tuttavia l'Unione Europea ha scelto una strada di libertà di scelta dell'agricoltura, e ovviamente le multinazionali che brevettano e producono questi semi ‘spingono' e sostengono che gli Ogm sono migliori e più resistenti. In realtà risultati di buon tipo nella protezione del raccolto possono essere utilizzati col mix di semi, senza ricercare ‘supersemi'. A questo si aggiunge che nel settore non c'è ricerca pubblica, tutte le informazioni per così dire sul settore vengono dai laboratori delle multinazionali e sono ovviamente di parte".
Quindi, più ricerca e più informazione. Può bastare?
"No, non basta. C'è un altro problema, quello della contaminazione: i semi si diffondono naturalmente, chi tutela il coltivatore non-Ogm che rischia di vedere il suo campo invaso dai semi-Frankenstein? Occorrono leggi certe, e credo che vadano create grandi aree agricole interamente no-Ogm poste a grande distanza da coloro che scelgono gli Ogm".
Qual è il suo commento sul convegno?
"Un'iniziativa di ottimo livello, che è servita a ribadire le ottime relazioni della Regione con associazioni come Arsia, per costruire nuove relazioni scambiando esperienze e punti di vista, e naturalmente per guardare a nuove progettualità, penso al lavoro che stiamo facendo sulla ‘filiera corta' e sui nostri vari progetti internazionali. Questa organizzata da Acu è stata una occasione di confronto e informazione importante".
Come valuta il lavoro delle associazioni di consumatori su questi temi?
"E' un impegno importante, sul quale alcune associazioni, come la stessa Acu, lottano giornalmente. Conosco bene l'Acu e le altre associazioni dei consumatori perchè nel mio precedente mandato avevo la delega alle politiche in difesa dei consumatori e so quanto stare su questi temi significa occuparsi della sicurezza alimentare e dei cittadini. Grazie al lavoro congiunto di istituzioni, associazioni, produttori consapevoli e di migliaia di cittadini, negli ultimi anni è molto aumenta la consapevolezza dei consumatori. Il consumatore oggi legge molto di più le etichette ed è attento ai temi dell'alimentazione e della salute. Ora serve un altro passo, nuovo: spingere i consumatori a interrogarsi su cosa ‘c'è dietro', a livello di etica del produttore, tipo di filiera, origine del prodotto".
Vanni Santoni - Prontoconsumatore.it



