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GIU' LEMANI DALLE AZIENDE SARDE. LA LOTTA SI ESTENDE A ROMA |
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Sunday 07 October 2007 |
La guardia medica di turno ha visitato i cinque contadini in
sciopero della fame. Gli effetti della prima settimana di sciopero della
fame cominciano a farsi sentire.
Giorgio Matta, Maria Pau, Pani Maria
Bonaria e Giulio Simbula vanno comunque avanti, Omero Baire ha dovuto
smettere. Omero al ritorno nella sua azienda ha scoperto che qualcuno
vi aveva appiccato il fuoco ( Comunicato stampa incendio azienda di Omero (69.39 kB)). Omero è,
comunque di nuovo con noi in mobilitazione da stamattina occupando la
sala consigliare dove arrivano in continuazione gli attestati di
solidarietà di istituzioni, movimenti e cittadini sardi, di tutt'Italia
e, sempre più numerosi, anche da fuori Italia e, soprattutto,
partecipando agli incontri in cui si stanno decidendo le prossime tappe
della mobilitazione.
A
tutti i messaggi di solidarietà arrivati il gruppo di giovani di
supporto tecnico sempre al lavoro davanti al computer, rispondono
ringraziando a nome di tutti e, ogni tre ore, danno conto di quelli che
si aggiungono. Alcuni sono di semplici cittadini da tutte le regioni
italiane, altri di organizzazioni e movimenti. Molti si indignano,
altri avanzano proposte. In una mail, Cristina che scrive dalla
Toscana, dice di essere triste per quello che sta accadendo alle
aziende sarde e chiede di rendere pubblici i nomi degli "sciacalli" che
le comprano all'asta "..perchè anche se non fanno nulla contro la
legge, da loro non dobbiamo comprare più nemmeno un'auto usata!".
Gianni, contadino biologico, propone di costituire, con l'azionariato
popolare, una grande campagna per raccogliere fondi e ricomprare le
terre vendute all'asta per affidarle nuovamente al lavoro dei
contadini. E' una impressionante catena che sta coinvolgendo l'intero
territorio nazionale, quella dei messaggi su internet che si stanno
diffondendo in tutt'Italia. Almeno a 500.000 indirizzi di posta
elettronica arrivano le mails del comitato che iniziano e si chiudono
con un chiaro messaggio: GIU LE MANI DALLE AZIENDE SARDE. E gli effetti
si stanno vedendo. La solidarietà si esprime in tante forme con
messaggi, migliaia di lettere a Soru, decine e decine di articoli sui
giornali e pagine web. Sul web, poi, sono sempre più le reti e le
organizzazioni di cittadini che invitano attivamente al sostegno i loro
iscritti e i loro utenti. Fra i tanti, impossibile citarli tutti, il
Comitato ostenta quelli di Federbio e di tutte le sue strutture
aderenti che raggruppano le organizzazioni del biologico, quelle dei
Metup di Beppe Grillo di tutt'Italia, quella di associazioni e
movimenti sociali, ambientaliste, sindacali, quelle del Comitato
promotore delle Leggi di iniziativa popolare per la Sovranitalimentare
e il Referendum contro gli OGM che raggruppa oltre trenta
organizzazioni nazionali.
Un
primo obiettivo del comitato si sta concretizzando: quello di far
diventare patrimonio dell'opinione pubblica nazionale il dramma che
stanno vivendo le aziende contadine sarde vendute all'asta, facendo
riflettere i cittadini su una realtà spesso nascosta dalle cronache
nazionali o oscurata nella comunicazione: la realtà della crisi
profondissima delle aziende agricole produttive di tutt'Italia.
Ora
si tratta di trasformare la solidarietà che si sta esprimendo in una
forza capace di premere perché si riesca a risolvere quello che in
venti anni non è stato possibile risolvere: la certezza di una
possibilità di futuro per le aziende agricole sarde.
Ai
tanti che chiedono come possono aiutare il comitato di lotta risponderà
domani annunciando in conferenza stampa i passaggi e le iniziative dei
prossimi giorni. Obiettivo di queste ore è definire i passaggi
operativi ma il percorso è segnato:
ESTENDERE E RAFFORZARE LA MOBILITAZIONE IN SARDEGNA INIZIARLA A ROMA
Il
governo regionale, il cui presidente Soru non ha ancora trovato il
tempo di incontrare il comitato, ha annunciato che il giorno 11 terrà a
Roma un incontro con il ministro Decastro riconoscendo la necessità di
un coinvolgimento nazionale. Bene, è quello che stiamo chiedendo. A scanso di equivoci a Roma ci saremo anche noi, in mobilitazione.
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