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Dec 02nd
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GIU' LEMANI DALLE AZIENDE SARDE. LA LOTTA SI ESTENDE A ROMA

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La guardia medica di turno ha visitato i cinque contadini in sciopero della fame. Gli effetti della prima settimana di sciopero della fame cominciano a farsi sentire.
aziende-sarde-scioperanti.jpgGiorgio Matta, Maria Pau, Pani Maria Bonaria e Giulio Simbula vanno comunque avanti, Omero Baire ha dovuto smettere. Omero al ritorno nella sua azienda ha scoperto che qualcuno vi aveva appiccato il fuoco (icon Comunicato stampa incendio azienda di Omero (69.39 kB)). Omero è, comunque di nuovo con noi in mobilitazione da stamattina occupando la sala consigliare dove arrivano in continuazione gli attestati di solidarietà di istituzioni, movimenti e cittadini sardi, di tutt'Italia e, sempre più numerosi, anche da fuori Italia e, soprattutto, partecipando agli incontri in cui si stanno decidendo le prossime tappe della mobilitazione. A tutti i messaggi di solidarietà arrivati il gruppo di giovani di supporto tecnico sempre al lavoro davanti al computer, rispondono ringraziando a nome di tutti e, ogni tre ore, danno conto di quelli che si aggiungono. Alcuni sono di semplici cittadini da tutte le regioni italiane, altri di organizzazioni e movimenti. Molti si indignano, altri avanzano proposte. In una mail, Cristina che scrive dalla Toscana, dice di essere triste per quello che sta accadendo alle aziende sarde e chiede di rendere pubblici i nomi degli "sciacalli" che le comprano all'asta "..perchè anche se non fanno nulla contro la legge, da loro non dobbiamo comprare più nemmeno un'auto usata!".  Gianni, contadino biologico, propone di costituire, con l'azionariato popolare, una grande campagna per raccogliere fondi e ricomprare le terre vendute all'asta per affidarle nuovamente al lavoro dei contadini. E' una impressionante catena che sta coinvolgendo l'intero territorio nazionale, quella dei messaggi su internet che si stanno diffondendo in tutt'Italia. Almeno a 500.000 indirizzi di posta elettronica arrivano le mails del comitato che iniziano e si chiudono con un chiaro messaggio: GIU LE MANI DALLE AZIENDE SARDE. E gli effetti si stanno vedendo. La solidarietà si esprime in tante forme con messaggi, migliaia di lettere a Soru, decine e decine di articoli sui giornali e pagine web. Sul web, poi, sono sempre più le reti e le organizzazioni di cittadini che invitano attivamente al sostegno i loro iscritti e i loro utenti. Fra i tanti, impossibile citarli tutti, il Comitato ostenta quelli di Federbio e di tutte le sue strutture aderenti che raggruppano le organizzazioni del biologico, quelle dei Metup di Beppe Grillo di tutt'Italia, quella di associazioni e movimenti sociali, ambientaliste, sindacali, quelle del Comitato promotore delle Leggi di iniziativa popolare per la Sovranitalimentare e il Referendum contro gli OGM che raggruppa oltre trenta organizzazioni nazionali.

Un primo obiettivo del comitato si sta concretizzando: quello di far diventare patrimonio dell'opinione pubblica nazionale il dramma che stanno vivendo le aziende contadine sarde vendute all'asta, facendo riflettere i cittadini su una realtà spesso nascosta dalle cronache nazionali o oscurata nella comunicazione: la realtà della crisi profondissima delle aziende agricole produttive di tutt'Italia.

Ora si tratta di trasformare la solidarietà che si sta esprimendo in una forza capace di premere perché si riesca a risolvere quello che in venti anni non è stato possibile risolvere: la certezza di una possibilità di futuro per le aziende agricole sarde.

Ai tanti che chiedono come possono aiutare il comitato di lotta risponderà domani annunciando in conferenza stampa i passaggi e le iniziative dei prossimi giorni. Obiettivo di queste ore è definire i passaggi operativi ma il percorso è segnato:

ESTENDERE E RAFFORZARE LA MOBILITAZIONE IN SARDEGNA INIZIARLA A ROMA

Il governo regionale, il cui presidente Soru non ha ancora trovato il tempo di incontrare il comitato, ha annunciato che il giorno 11 terrà a Roma un incontro con il ministro Decastro riconoscendo la necessità di un coinvolgimento nazionale. Bene, è quello che stiamo chiedendo. A scanso di equivoci a Roma ci saremo anche noi, in mobilitazione.