Grande
soddisfazione al "Villaggio della Natura e dei Prodotti Biologici"
allestito, in occasione dei Primi d'Italia a Foligno, dai 15 comuni
umbri aderenti alla rete "Città del Bio"
(www.cittadelbio.it), dal
Comune di Foligno, da Aiab Umbria (Associazione Italiana Agricoltura
Biologica) e dalle aziende locali del settore.Quattro giorni, dal 27 al 30 settembre, d'intensa attività che hanno registrato un alto indice di gradimento da parte dei visitatori con oltre 3000 degustazioni servite del ricco menù: dalla tradizionale "imbrecciata", ai fusilli con crema di cicerchia, all'insalata di farro, fino all'"orzotto" di zucca gialla e alla "risina" di Spello.
Un Villaggio del Bio a "tutta sostenibilità" grazie all'utilizzo delle "bioplastiche" di Novamont e la collaborazione di Agenda 21 del Comune di Foligno, di VUS (Valle Umbra Servizi) e del Centro Ambiente S.p.A. di Foligno.
Durante la manifestazione è stata effettuata per due volte al giorno un'operazione di raccolta e recupero delle bioplastiche ed altri scarti biodegradabili dal cui compostaggio si otterrà un terriccio naturale ricco di elementi fertilizzanti (Compost Valle Umbra).
Un appuntamento da leccarsi i baffi ma anche di grande approfondimento sull'agricoltura che fa bene all'uomo e all'ambiente. Grande partecipazione si è avuta, infatti, anche durante i quattro laboratori in programma: in questa edizione a tutto bio si è parlato de "I sapori delle valli", dei "Bio-sapori della valle umbra", di "Pasta e Cacio", de "I Bio-sapori della dieta mediterranea" e dell'"Orto umbro".
Un momento di approfondimento rivolto a giornalisti del settore eno-gastronomico, amministratori delle "Città del Bio" umbre, produttori locali, mondo dell'associazionismo ambientale e biologico, organizzato e promosso dal GAL Valle Umbra e Sibillini e dalle "Città del Bio".
La sfida - ha sostenuto Giovanni Carnevali, presente all'iniziativa - è riuscire a sviluppare questo discorso in grandi eventi e nella cultura di massa e non continuare a vedere il biologico come un settore di nicchia, relegato al consumo di pochi eletti e separato dall'uso quotidiano.
La battaglia si potrà dire vinta se si riuscirà a far arrivare la qualità sulle tavole di tutte le nostre famiglie.
4 giornate - ha aggiunto Alfredo Virgili - che hanno rappresentato un momento di istituzionalizzazione del biologico, di riconoscimento dei valori che questo settore propone, non soltanto come pratica agricola, come attività in grado di interagire bene con l'ambiente in cui si attua, ma anche e soprattutto come attività rappresentativa di un territorio.
Il buon esito del lavoro di progettazione e coordinamento, l'allestimento di un piccolo mercato di prodotti da Agricoltura Biologica Umbri all'esterno del Villaggio ed una vetrina dei prodotti biologici Umbri è stato possibile grazie alla passione e alla tenacia di Daniela Riganelli, membro del direttivo di AIAB Umbria.
Aiab Umbria,



