Saturday 05 July 2008
Username

Password


   
Perchè registrarsi?
IL CONTRIBUTO DELLA RICERCA ALLA RIFORMA UE DEL MERCATO VITIVINICOLO PDF Stampa E-mail
Friday 05 October 2007
Intervento del prof. romualdo coviello, presidente del cra, alla commissione agricoltura della camera dei deputati

romualdo_coviello_cra.jpgIl CRA (Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura) è stato chiamato dalla Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati per esprimere, nell'ambito di una indagine conoscitiva, una valutazione sulla proposta di riforma del mercato vitivinicolo presentata dalla Commissione europea e già oggetto di un ampio dibattito in tutti i Paesi dell'area comunitaria.

Il Prof. Romualdo Coviello, Presidente del CRA, accompagnato dai tecnici del CRA, Dott. Mario Ubigli e Dott. Donato Antonacci, nella sua relazione ha evidenziato il ruolo strategico del settore vitivinicolo, sostenendo che per il nostro Paese è necessario fronteggiare due sfide essenziali: l'apertura dei mercati con l'attuazione degli accordi internazionali di Doha in ambito WTO; l'adeguamento del settore alla PAC con il varo della nuova organizzazione dei mercati.

Per quanto riguarda l'allargamento dei mercati internazionali sono note le difficoltà che si riscontrano nella competizione USA - Europa - Paesi in via di sviluppo; lo stesso protocollo di Doha non decolla, nonostante i tentativi fatti a Cancun e Ginevra.

Per i vini si riscontrano contrarietà alla posizione dell'Europa che stenta ad acquisire il consenso ed un adeguato riconoscimento per i prodotti di origine protetta IGP e la protezione dei vini di qualità; le resistenze vengono soprattutto dai grandi paesi neo produttori di vini. Dalla chiusura delle trattative di Ginevra e dal riconoscimento della identità di vini europei dipenderà molta parte della tenuta e sviluppo del settore anche per l'Italia.

Non secondarie, poi, le norme che si vanno adottando a livello europeo. Infatti, il limite fissato per il 2013 del periodo transitorio segna l'avvio della liberalizzazione più piena e completa del settore e l'eliminazione di sostegni diretti e indiretti alle produzioni: tra questi la proposta di regolamento del Consiglio relativo alla organizzazione comune del mercato OCM vitivinicolo traccia le linee entro le quali dovrà svolgersi l'ulteriore evoluzione del settore.

Il Presidente Coviello, passando a considerare le questioni di merito, ha anche sottolineato il contributo che la Ricerca può dare alla nuova organizzazione del mercato del vino nella prospettiva di salvare il potenziale produttivo del nostro Paese.

Per ciò che riguarda gli elementi delle strutture produttive, la valutazione del CRA si articola essenzialmente su: soppressione dei diritti di impianto, ristrutturazioni ed estirpazione dei vigneti.

Per il primo punto, ipotizzandosi la piena liberalizzazione degli impianti - elemento ha generato numerose discussioni e prese di posizione contrarie - sarà utile prevedere l'istituzione di un Osservatorio Permanente dei nuovi impianti in collegamento con il Servizio Controllo Vivai. Il CRA, a tale proposito, è disponibile a fare la sua parte. Per le ristrutturazioni degli impianti, l'uso razionale delle piccole irrigazioni non peggiorerebbe la qualità delle produzioni ed infine, relativamente alle estirpazioni, non si considera utile intervenire con contributi sui vigneti di età oltre 30 anni.

In merito alla qualità, il Prof. Coviello, ha sottolineato gli interventi della Ricerca per elevare la qualità della produzione italiana. I tecnici hanno, dunque, espresso una opinione sulla complessa questione dello zuccheraggio e dell'utilizzo di mosti. Entrambe oggetto di acceso dibattito.

Ancora sulla qualità delle produzioni, è stato suggerito che le misure adottate dovrebbero rendere più chiara, più semplice, la politica di qualità e così la stessa, incorporata nella OCM, sarebbe messa in sintonia con la politica orizzontale della qualità in materia di Indicazioni Geografiche Protette (IGP) e Denominazione di Origine Protetta (DOP).

Sull'etichettatura, infine, il Presidente Coviello ha riportato il parere dell'Ente, sostanzialmente contrario all'utilizzazione del nome di vitigno anche nei vini senza indicazione geografica poiché risulta da progetti di ricerca prodotti la necessità di enfatizzare l'interazione fra vitigno ed ambiente, come elemento fondamentale e caratteristico della qualità.

Abbiamo, in Italia, un ricco patrimonio ampelografico legato strettamente alle zone di coltivazione con decine e decine di vitigni che solo accoppiati ad un ambiente esprimono, anche nell'immaginario dei consumatori, il massimo delle caratteristiche qualitative. Non si tratta di 4 o 5 vitigni internazionali che possono essere abbinati ad un messaggio universale e facile, come Merlot, Chardonnay, Pinot, ecc., si tratta piuttosto di particolarità di cui il Paese è ricco e sulle quali fonda la propria strategia produttiva. In definitiva la Ricerca, all'interno delle linee tracciate, vuole intervenire per indirizzare i prodotti vitivinicoli verso una più importante qualificazione, agendo in particolare su:
  1. l'ammodernamento ed il controllo del vivaismo viticolo, base anche per l'ipotizzato Osservatorio sul Potenziale viticolo;
  2. ricerche per l'individuazione di tecniche viticole ed enologiche in grado di esaltare la tipicità dei vini prodotti nelle diverse zone;
  3. ricerche per aumentare la tipicità del vino: aspetti compositivi varietali;
  4. ricerche per la caratterizzazione dei vitigni: patrimonio fondamentale del nostro sistema;
  5. ricerche sull'organizzazione aziendale della produzione onde contenere i costi;
  6. ricerche per migliorare la rintracciabilità dei vini, la loro sicurezza alimentare e la valorizzazione delle loro specifiche caratteristiche nutrizionali e salutistiche.
Non va, peraltro, trascurato il valore di una adeguata comunicazione che ponga nella giusta luce le risorse e le qualità del prodotto italiano.

Il Prof. Coviello ha, inoltre, informato la Commissione del successo del "sequenziamento del genoma della vite" - frutto della collaborazione tra il CRA, alcune università italiane e l'INRA francese nell'ambito del progetto VIGNA - . Il Progetto consentirà, tra l'altro, di acquisire validissimi strumenti per lo sviluppo delle conoscenze delle viti resistenti alle malattie contribuendo all'affermazione di pratiche colturali meno onerose per la viticoltura italiana, compatibili con l'ambiente e con la riduzione dei fitofarmaci.


CRA, 28 Settembre 2007
Commenti (0)Add Comment

Scrivi commento
Si deve essere connessi al sito per poter inserire un commento. Registratevi se non avete ancora un account.

busy
< Prec.   Pros. >
Top Banner Fisso
Top Banner Fisso
€ 600,00
Aggiungi