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FIRENZE. CRESCONO I CONSUMI BIO, DIMINUISCONO GLI OPERATORI

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+ 10% dei consumi, Provincia di Firenze leader regionale del bio.

alimenti_bio.gifCrescono i consumi familiari di alimenti biologici in Provincia di Firenze, ed in generale, in tutta la Toscana (+10%) ma diminuiscono dopo anni caratterizzati da una crescita costante generalizzata su tutta la regione, gli operatori biologici (produttori, preparatori e raccoglitori). Sono 19 in meno rispetto al 2005, e 34 su base biennale dal 2004 al 2006 (dati Irpet). La Provincia di Firenze mantiene la sua leadership in termini di operatori su base regionale con 590 unità seguita da Siena (547) e Grosseto (546), ma non quella di superfici agricola coltivata a metodo biologico – circa 18 mila ettari – dove questa volta è Siena al primo posto con 29 mila ettari, pari al 28% del totale regionale. In Toscana sono 3 mila gli operatori biologici e circa 102 mila gli ettari di superficie agricola destinati al biologico pari al 13% della superficie agricola regionale (791 mila ettari). Un mercato quello del biologico che chiede di avere un marchio made in Italy per garantire ulteriormente il consumatore che sul mercato “globalizzato” può trovare prodotti, è vero certificati e seguiti da etichetta, ma con standard differenti dal nostro che potranno prevedere se la Comunità Europea lo permetterà, dal 2009, la contaminazione accidentale con organismi geneticamente modificati (Ogm) in percentuale dello 0,9 per cento senza indicazioni in etichetta del cibo biologico. Un “tipo” di bio che non piace a 6 italiani su 10.

Secondo un indagine su base nazionale della Coldiretti realizzata in occasione della consultazione nazionale sugli Ogm promossa dalla coalizione ItaliaEuropa-liberi da Ogm: il 60 per cento è infatti pronto a dire stop subito al bio contaminato. “E’ un momento certo favorevole per il biologico – analizza le sfumatura del settore Raffaello Betti, Direttore Coldiretti Firenze-Prato – abbiamo registrato una crescita importante dei cibi biologici. La possibilità di acquistare direttamente in azienda senza passaggi di mano, la forte campagna di sensibilizzazione a privilegiare cibi naturali al 100%, e una maggiore propensione nel cercare prodotti bio come frutta, verdura, formaggi, miele, direttamente nelle aziende agricole o nei mercati da parte del consumatore tipo sta facendo decollare un settore che vede l’Italia prima in Europa e quinta nel mondo per superficie agricola dedicata al biologico. La Toscana in questi primati da un notevole contributo ma è proprio ora che serve “blindare” il nostro bio e accompagnarlo dall’etichetta made in Italy. Per salvare il nostro biologico da eventuali contaminazioni e differenziarle dal resto del mercato è necessario intervenire e permettere ai consumatori di fare scelte di acquisto consapevoli. Anche in questo aspetto siamo indietro rispetto all’Europa: Francia, Germania, Austria, Belgio, Svizzera, Olanda, Svezia e Danimarca lo hanno già applicato”. Intanto per consolidare il trend positivo del bio ci sarà, questa domenica, in Piazza Indipendenza, a Firenze, la VII edizione della Biodomenica, la giornata nazionale per promuovere il consumo di prodotti sicuri e di qualità, legati al territorio, alle sue tradizioni e alla sua cultura. “E’ l’occasione per chi non conosce il biologico per scoprirlo, e per chi già mangia bio, per non mancare. Ma sarà anche l’occasione per firmare contro gli Ogm e raggiungere così quei 3 milioni di firme che allontaneranno lo spettro dell’agricoltura in provetta”.
 

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