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APPROVAZIONE DEL PSR IN TOSCANA, PREOCCUPAZIONE PER IL BIOLOGICO

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Ci risiamo, anche questa volta rischiamo come 6 anni fa di passare da una bozza di piano a favore del biologico ad un piano dove il biologico esce penalizzato.


ctpb.jpgDal PSR recentemente approvato emerge che per le aziende bio non è più conveniente restare nel sistema, né si riesce ed evidenziare la volontà politica della giunta regionale di sostenere prioritariamente il biologico. Un’azienda biologica che fa ortive riceverebbe un contributo di 390.00 euro ad ettaro che dovrebbero giustificare una riduzione di reddito rispetto all’utilizzo della chimica di 5.100.00 euro ogni ettaro coltivato. Per i cereali si riceverebbero 150 euro come contributo per una riduzione di reddito di 300 E’ giusto evidenziare che la riduzione di reddito è frutto di uno studio dalla Regione Toscana per giustificare i premi e non sono dati sparati dai produttori per lamentarsi: sono il risultato della differenza tra costi e ricavi usando o no la chimica. In questa situazione all’azienda biologica conviene passare all’agricoltura integrata, si semplifica la vita e ci guadagna molto di più. Forse la Giunta non ha valutato il danno di immagine per tutta la Regione che queste scelte comporterebbero: lo scontento dei cittadini che vedrebbero un aumento dell’inquinamento nei propri territori, una diminuzione della disponibilità dei prodotti biologici locali, inoltre ci sarebbero sicuramente conseguenze sulla valutazione di tutto il piano se questo portasse ad una riduzione del numero delle aziende bio. A costo di un ritardo dell’approvazione del piano sarebbe stata necessaria una più netta opposizione alla richiesta di adeguamento dei premi a quelli dell’Emilia Romagna (pare sia questa la ragione della riduzione dei premi in Toscana, ma nessun regolamento limita la libertà di fare scelte politiche diverse sempre all’interno dei parametri ammessi per legge e secondo i giustificativi proposti). Oggi serve una soluzione che evidenzi la volontà politica di sostenere l’agricoltura biologica, rilanciando alla Comunità Europea la responsabilità dei giustificativi non adeguati all’impegno che le aziende bio devono assumersi e trovando il metodo per stimolare le aziende a restare nel biologico o a convertirsi a questo metodo di produzione.

Il presidente del Coordinamento Toscano Produttori Biologici
Marco BIgnardi
 

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