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LE ETICHETTE E LE EMISSIONI DI C02 DELLE AZIENDE |
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Thursday 27 September 2007 |
Un' etichetta indicherà la quantità di Co2 emessa nel processo di
realizzazione dei prodotti che si acquisteranno nei negozi britannici.
Il progetto sviluppato dal Carbon Trust britannico ha visto nel corso di queste settimane anche l'adesione di aziende quali Coca Cola, Dairy Milk e Andreax ( che produce, tra le altre, i pannolini Huggies).
Il Carbon Trust, che è l' ente indipendente britannico fondato dal Governo preposto a sviluppare delle strategie per un economia a basso impatto ambientale, lavora a questo progetto già da qualche tempo. Insieme al Bsi British Standards, l'ente dedicato alle certificazione degli standard, e ad un pool di aziende ( Cadbury Schweppes, the Co-operative Group, Halifax, Muller Dairy, Scottish & Newcastle) sta cercando di definire uno standard accettato relativo alle emissioni di Co2 nei processi di trasformazione, trasporto e produzione dei beni di consumo di maggior diffusione. L'obiettivo è quello di offrire assieme alle informazioni nutrizionali ed agli ingredienti anche quei dati relativi all'impatto ambientale che dovrebbero contribuire ad orientare nelle scelte i consumatori. La Walkers ( famosa per i tradizionali biscotti al burro scozzesi) già propone sulle confezione dei propri prodotti un'etichetta pilota realizzata con il Carbon Trust che sta ottenendo dei buoni riscontri.
Secondo il ministro britannico Joan Ruddock, intervistato dal quotidiano inglese Guardian: "L'interesse delle aziende per il progetto del Carbon Trust dimostra innanzitutto che esiste da parte dei consumatori una concreta esigenza e un desiderio di conoscere queste informazioni, e inoltre che ( le aziende ) vogliono ridurre l'impatto sul pianeta dei propri prodotti. La gente non sta solo diventando sempre più consapevole della quantità di Co2 che emette ma pretende di sapere cosa l'industria sta facendo per limitarne le emissioni".
La maggior obiezione mossa verso questa iniziativa è che lascia passare un messaggio ingannevole secondo cui il consumatore può salvare il pianeta facendo shopping. " L'etichetta con i dati relativi le emissioni di Co2 è un'iniziativa che si basa sul dato che le scelte delle persone consapevoli possono agevolare cambiamenti sociali" spiega George Marshall, autore del libro Carbon Detox. "Ma sappiamo per esperienza che questi si raggiungono grazie alla voce dei movimenti sociali, non certo grazie al tipo di patatine che mangiamo".
Intanto, la Wal Mart, il colosso della grande distribuzione Usa, sta raccogliendo informazioni relative alle emissioni di Co2 dei propri fornitori. L'obiettivo è quello di poter individuare quelle compagnie che, producendo maggiori emissioni, dovranno fare i conti in un prossimo futuro con i rischi legislativi imposti dalle politiche ambientali e sui cambiamenti climatici. Secondo Jim Stanway, responsabile globale forniture Wal Mart: "Il nostro intento è quello di individuare margini di efficienza nella processo di fornitura. Se riusciamo a eliminare Co2, che significa energia e di conseguenza costi, raggiungiamo l'obiettivo di mantenere il prezzo dei nostri prodotti basso per i nostri clienti e un impatto ambientale positivo".
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