L'incontro
è stato aperto dal Presidente di Federbio (la Federazione
unitaria del settore) Paolo Carnemolla e seguito dalla firma del
protocollo d'intesa da parte delle aziende della filiera (tra i
quali Brio, uno dei principali promotori).L'obiettivo della collaborazione è quello di mantenere, a fronte di una forte crescita del numero delle aziende biologiche e del mercato stesso, l'integrità e l'affidabilità del biologico italiano.
In un quadro di stagnazione dei consumi dei prodotti alimentari convenzionali il successo dei prodotti biologici potrebbe attirare nuovi operatori privi della serietà e del rigore che caratterizzano il suo sistema produttivo. Solo nel biennio 2004/2006 le aziende biologiche, che non utilizzano nemmeno un grammo di pesticidi, fanno accedere gli animali al pascolo, rifiutano gli OGM e l'uso sistematico di ormoni e antibiotici per il bestiame, sono aumentate del 25%. Questo si basa sull'accresciuta sensibilità ambientale e sulle preoccupazioni dei consumatori sulla sicurezza alimentare. Il protocollo prevede una serie di procedure ispettive e analisi che non si sostituiscono in alcun modo, ma si aggiungono, a quelle previste dalle norme comunitarie e nazionali vigenti e nello stesso momento tutelano il Consumatore togliendo dal mercato le situazioni che creano concorrenza sleale.
Poiché la trasparenza e la serietà del biologico è nell'interesse di tutti gli operatori del settore, l'iniziativa ha portato alla collaborazione delle maggiori società di commercializzazione di prodotti biologici (che normalmente sul mercato sarebbero in concorrenza) e i maggiori organismi nazionali di controllo creando nello stesso momento un fenomeno unico a livello europeo.



