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Oct 14th
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OGM, ALVEARI CONTAMINATI IN FRANCIA

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Legambiente e UNAAPI: “Le coltivazioni ogm comportano gravi conseguenze di forte impatto ambientale: necessario rivedere le norme autorizzatici e intraprendere studi specifici, seri e indipendenti”

p030.jpgPresenza di ogm oltre il limite obbligatorio dello 0,9%. È quanto hanno riscontrato due laboratori scientifici su polline raccolto da sei alveari situati in prossimità di un campo di mais ogm a Lussas, in Francia. “I sei alveari, situati a parecchie centinaia di metri dal campo ogm – spiegano Legambiente e l’Unione nazionale associazioni apicoltori italiani (UNAAPI) – hanno dato polline con concentrazioni di ogm tra lo 0,55 e l’1% di ogm. Questo dimostra quanto sia illusoria la misura di isolamento di 50 metri prevista dall’Unione europea tra i campi coltivati a ogm e quelli vicini giacché non tiene conto che il polline viene disseminato nel raggio di 3 km”. Un piccolo apiario amatoriale di 5 alveari, infatti, può giungere a visitare in un giorno 70 milioni di fiori in un raggio di tre chilometri su una superficie corrispondente a 4.000 campi di calcio: “È certa la contaminazione ogm – continuano le due associazioni - dei mieli e di tutti i prodotti dell’alveare nel caso di diffusione di piante ogm visitate dalle api, quali ad esempio colza, mais, cotone ecc…

Il polline, che è sempre più apprezzato quale ottimo ed energetico alimento anche per l’uomo, può addirittura risultare contaminato a soglie superiori a quelle pur elevate dello 0,9% ammesse dalla norma”. “Le coltivazioni ogm comportano gravi conseguenze di forte impatto ambientale – concludono Legambiente e UNAAPI, entrambe aderenti alla Coalizione Liberi da Ogm - e in particolare espongono a immensi rischi sia l’impollinazione, sia la fauna impollinatrice e sia gli stessi prodotti dell’apicoltura ed è necessario quindi rivedere le norme che autorizzano le colture ogm in campo aperto e, nel contempo, avviare nuovi studi specifici, seri e indipendenti capaci di dare risposte certe alle perplessità dei consumatori europei, in maggioranza contrari agli ogm nel piatto”.
 

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