E' una passione collettiva quella che è esplosa al Sana di
Bologna per il Supermercato della Natura allestito dall'azienda veronese
NaturaSì, la più importante catena italiana di punti vendita specializzati in
biologico. L'area di 700 metri
quadrati del padiglione 42 ha
infatti registrato un enorme successo di visite. Nei quattro giorni della
fiera - da giovedì 13 a domenica 16 settembre -
sono stati battuti oltre6000 scontrini. Molti i consumatori che si sono avvicinati al negozio per i loro acquisti abituali, ma anche per conoscere l'ampia offerta di prodotti, dagli alimentari confezionati all'ortofrutta, dai salumi ai formaggi, dai prodotti per l'igiene alla cosmesi. Tra i punti di forza che hanno reso NaturaSì protagonista al Salone internazionale del Naturale, va ricordato l'assortimento di 4000 articoli, tutti biologici e certificati e le importanti attività promozionali tipiche della catena. Apprezzati sono stati gli assaggi di prodotti, le visite guidate "Quattro passi nel bio" alla scoperta dei prodotti esposti sugli scaffali e l'intenso lavoro degli addetti ai reparti per soddisfare le numerose richieste dei clienti.
Anche il Ministro per le Politiche Agricole Paolo De Castro ha visitato l'area del punto vendita, apprezzandone l'atmosfera accogliente, ma soprattutto l'intenso lavoro sui controlli e sulla qualità che NaturaSì porta avanti, a garanzia del consumatore. Tema questo che all'edizione 2007 del Sana è stato un vero leit motiv. La stessa NaturaSì, durante un dibattito promosso con l'ente Icea, ha richiamato l'attenzione sul tema della certificazione dei bionegozi: in base ad un Regolamento europeo infatti, l'area dei prodotti freschi (salumi, formaggi, ortofrutta) deve essere controllata e certificata da un organismo autorizzato dal Ministero per le Politiche agricole (in Italia oggi i negozi specializzati certificati sono circa 400 e tra questi tutti i 56 supermercati NaturaSì). "Un evento come il Sana - ha ricordato il Ministro - offre l'opportunità per richiamare l'attenzione su questi temi, perchè il bio non subisca false accuse e perché il consumatore sia tutelato".



