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CRISI DEI PICCOLI E MEDI PASTIFICI: A CAUSA DEL RINCARO GRANO DURO RISCHIANO LA CHIUSURA PDF Stampa E-mail
Monday 17 September 2007
I piccoli e medi pastifici sono in crisi e chiuderanno se la situazione non cambierà; c'è bisogno di una comunicazione chiara e corretta che smetta di considerare l'industria della trasformazione la fautrice degli aumenti: se esistono delle "colpe" sono imputabili a congiunture internazionali, non ai pastai. Cercare un confronto con tutti gli operatori del mercato, dagli agricoltori ai consumatori e l'ascolto del Governo.

Sono queste le conclusioni dei piccoli e medi pastifici riuniti ad APIndustria di Brescia, ieri, in un incontro organizzato da UnionAlimentari-Confapi (Unione Nazionale della Piccola e Media Industria Alimentare) per fare il punto sul problema rincaro semola-pasta. Alla riunione, presieduta dal Presidente Nazionale UnionAlimentari, Renato Bonaglia e dai Presidenti del settore pasta, Massimo Andalini e del settore pane e sostitutivi, Giorgio Zubani , è intervenuta una delegata di Federconsumatori, cogliendo l'invito a partecipare all'incontro che UnionAlimentari aveva allargato anche alle altre associazioni dei consumatori, Codacons, Adoc e Adusbef.

Grande lo sconforto della categoria dei piccoli e medi pastifici, che non trova spazio nel dibattito pubblico sul problema rincaro prezzi e che si trova a produrre sottocosto, perché la materia prima, il grano duro, manca e subisce rialzi senza soste: alla Borsa di Chicago, il future negli ultimi giorni è arrivato a 8,71 dollari, un record storico. Con immediate conseguenze sulle quotazioni italiane, da essa dipendenti.

"L'opinione pubblica deve capire che la crisi delle materie prime si riverserà su di noi, industrie di produzione e, per quanto riguarda la pasta, il suo aumento di prezzo inciderà di pochissimo sul reddito delle famiglie. È per tale ragione che chiediamo, da un lato un aiuto al Governo affinché vari misure idonee alla nostra "conservazione" e, dall'altro, miriamo a creare un dialogo di confronto con tutti gli operatori del mercato, in primis i consumatori, per esporre con chiarezza la nostra situazione", ha affermato Massimo Andalini , Presidente UnionAlimentari del settore pasta.

Preoccupazione anche per l'annuncio del Ministro delle Politiche Agricole, Paolo De Castro di congelare i prezzi dei prodotti più sensibili fino a fine anno, come affermato durante l'incontro svoltosi il 12 settembre al Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali (Mipaaf) con il Ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, la Grande distribuzione organizzata (Gdo) e le associazioni dei consumatori,: "Noi della produzione saremo convocati dal Ministro il 20 settembre prossimo. In quell'occasione UnionAlimentari riporterà il malcontento dei piccoli e medi pastifici italiani e farà presente che una simile misura, se applicata, creerà benefici di breve termine e poco rilevanti. A discapito di tutti quei consumatori che lavorano in molti piccoli e medi pastifici e che, a seguito di una crisi di settore rimasta inascoltata, saranno costretti a chiudere i battenti".

Roma, 14 settembre 2007

Ufficio stampa UnionAlimentari
Anna Parolini
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