| SANA, IL GOVERNO E LE FRAGOLE A NATALE |
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| Scritto da Maria Ferdinanda Piva | |
| Thursday 13 September 2007 | |
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In apertura del Sana il sottosegretario Tampieri ha tratteggiato le contraddizioni fra cui si dibatte l'agricoltura, ma non ha indicato una via d'uscita Porsi domande è sicuramente salutare. Contano di più però le risposte. Risposte che il sottosegretario all'Agricoltura Guido Tampieri non ha dato inaugurando stamattina, giovedì, il primo dei convegni organizzati al Sana. Il sottosegretario, intervenuto in rappresentanza dei Governo (contemporaneamente era in corso la riunione del Consiglio dei ministri), ha parlato nell'ambito di "Le politiche di sostegno alla dieta mediterranea", ma ha dedicato il suo intervento quasi esclusivamente dell'agricoltura e delle contraddizioni in cui essa si dibatte. Contraddizioni rispetto alle quali egli, appunto, non ha accennato ad una via d'uscita. Tampieri ha notato che il cordone ombelicale fra agricoltura e territorio si è reciso: una novità dirompente nella storia umana. La facilità ed il costo relativamente basso con cui le merci viaggiano da un capo all'altro del globo non rende più indispensabile che una comunità, per mangiare, lavori la terra. Però far viaggiare le merci consuma energia, un bene sempre più prezioso e fra poco forse anche raro, e causa l'emissione di gas serra che rovinano il pianeta. Lo ha detto lo stesso sottosegretario Tampieri, che però ha aggiunto: "Abbiamo bisogno di esportare. A Natale si va in vacanza al mare nei Paesi caldi: perché allora non mangiare anche fragole a Natale?". E ancora: un'altra cosa sta capitando per la prima volta nella storia. L'agricoltura, ha detto Tampieri, "è premuta da una duplice necessità". Da un lato, sfamare un numero crescente di persone; dall'altro, contribuire alle necessità di energia producendo biocarburante. E' l'annosa questione della coperta troppo corta, ha detto in sostanza il sottosegretario allì'Agricoltura, che però non è andato oltre: "L'insostenibilità del modello apre scenari nuovi. Lo scioglimento di questi nodi è il compimento della modernità". Però non ha indicato la strada che sarebbe possibile percorrere. Speriamo che lo faccia qualcun altro. Possibilmente prima che il modello insostenibile collassi.
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