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PANE, E’ CALATO IL COSTO DEL GRANO NEGLI ULTIMI 25 ANNI |
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Friday 07 September 2007 |
Secondo i dati dell'Osservatorio dei
Prezzi di Unioncamere il prezzo della farina è calato piuttosto che aumentare
negli ultimi 25 anni passando da 0,23 euro al chilo a
0,22.
Vincenzo Tongiani, Presidente
Coldiretti: "Il problema del rincaro del pane e della pasta non viene
dall'agricoltura e nemmeno dai biocarburanti".
Massa Carrara, 7 settembre
2007 - Non è il
grano a costare di più e a far lievitare i prezzi di pane, pasta, pizze e
schiacciatine ed in generale di tutti quei prodotti che hanno alla base la
farina. E' quanto afferma la Coldiretti nel
sottolineare che il livello dei prezzi in agricoltura non offre giustificazioni
credibili agli aumenti annunciati in autunno per i derivati dei cereali.
Al contrario, dati Unioncamere alla mano, è aumentato
del 419 per cento il prezzo del pane negli ultimi venti anni nonostante quello
del grano sia continuamente diminuito e oggi, e risulti addirittura inferiore a
quello pagato agli imprenditori agricoli nel 1985. "E' una smentita che non
vuole essere una polemica con nessuna delle categorie e tanto meno con i
panifici - spiega Vincenzo Tongiani,
Presidente della Coldiretti nella premessa - ma mi è sembrato doveroso
intervenire su una questione che ha chiamato direttamente in causa il nostro
mondo. Non è corretto imputare un incremento del costo dei prodotti finali al
sistema agricoltura. Gli allarmi sono ingiustificati perché il grano
incide solo dell8% sul costo finale". Secondo una stima di Coldiretti un chilo
di grano costa circa 20 centesimi. Trasformato e con l'aggiunta di acqua
necessaria per produrre un chilo di pane sul mercato tocca prezzi che variano
tra i 2,4 e i 5 euro per i pani più lavorati. La forbice e la moltiplicazione è
presto fatta.
Ma i rincari non
trovano giustificazione neanche in una presunta mancanza di prodotto Made in
Italy in quanto secondo l'ultima rilevazione Ismea la produzione di frumento
duro nel 2007
in Italia - riferisce Tongiani - è aumentata rispetto allo
scorso anno dello 0,9 per cento per 4,13 milioni di tonnellate, mentre per il
grano tenero l'aumento è dello 0,6 per cento per una produzione di 3,23 milioni
di tonnellate . "Il rischio è che i rincari, oltre ad incidere sui consumi,
servano - sostiene ancora il Presidente Provinciale - a coprire la volontà di
aumentare le importazioni dall'estero di prodotti da spacciare come Made in
Italy a fini speculativi in assenza di una adeguata informazione in etichetta".
La colpa dei rincari
autunnali è stata imputata, in ultima analisi, alla produzione di biocarburanti.
Esternazione fuori luogo e fuori tempo. "Non è corretto - replica colpo su colpo
Vincenzo Tongiani - parlare nemmeno di rincari legati alla produzione di benzina
agricola. Ad oggi sul mercato nazionale non c'è neanche l'ombra di biocarburanti
nei distributori nonostante gli obiettivi fissati dalla Finanziaria, che prevede
che il biodiesel e il bietanolo ottenuti dalle coltivazioni agricole debbano
essere distribuiti in Italia nel 2007 in una quota minima dell'uno per
cento di tutto il carburante (benzina e gasolio) immesso in consumo. Qualcuno
utilizza biocarburanti per far andare la propria auto?". Allora a chi è da imputare l'impennata di prezzi che
attende i cittadini? "Al costo dell'energia elettrica, alla pressione fiscale,
ai costi di produzione e adeguamento alle normative che i panifici giustamente
devono accollarsi che sommate a tutte le voci che conribuiscono a trasformare la
farina in pane e pasta hanno fatto il prezzo. Non è l'agricoltura se vogliamo
trovare un colpevole ma nemmeno il panettiere".
Anno
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Grano (al
chilo)
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Pane
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1985
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450 lire (Euro
0,23)
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1000 Lire (Euro
0,52)
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1990
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370 Lire
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1600
Lire
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1995
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320
Lire
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2000
Lire
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2007
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426 Lire (Euro
0,22)
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5228 Lire (Euro
2,70)
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Dati Unioncamere - Osservatorio dei
Prezzi
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