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L’EUROPA IN PRIMA LINEA NELLO SVILUPPO DELL’ENERGIA FOTOVOLTAICA. |
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Tuesday 04 September 2007 |
Alla più importante
conferenza sull'energia solare fotovoltaica a livello mondiale il
Direttore del Ministero dell'Ambiente ha sottolineato l'impegno
dell'Europa in questo ambito.
«Nei
prossimi 10 anni l'Europa può diventare il motore
dell'innovazione del fotovoltaico e delle altre tecnologie solari e
indurre un cambiamento radicale nel sistema energetico mondiale. Il
patrimonio accumulato in ricerca e sviluppo potrebbe consentire
all'Europa di realizzare il salto tecnologico in grado di rendere
il fotovoltaico più efficiente e meno costoso. Ma le
potenzialità della scienza e della tecnologia europee devono
essere sostenute da adeguate politiche comunitarie, a cominciare da
una decisa inversione di tendenza nel budget europeo, ancora
prevalentemente finalizzato a finanziare con importanti sussidi
settori produttivi e tecnologici obsoleti». E' quanto ha
affermato Corrado Clini, Direttore Generale del Ministero
dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,
intervenuto alla sessione d'apertura della "22a
Conferenza Europea sull'Energia Fotovoltaica" in programma
fino al 7 settempre presso i nuovi padiglioni del polo fieristico
milanese di Rho.
Sulla base degli impegni assunti
dall'Unione Europea, entro il 2020 il 20% dell'energia
primaria dovrà essere assicurato dalle fonti rinnovabili e il
10% dei combustibili impiegati dovrà essere di origine
vegetale (biocombustibili).
Secondo il World Energy Outlook 2006
dell'Agenzia Internazionale dell'Energia, sulla base dello
"scenario di riferimento" che comprende anche le norme introdotte
recentemente per incentivare le fonti rinnovabili e i
biocombustibili, nell'Europa a 15 (il gruppo "storico" dei 15
paesi dell'Unione Europea) la quota di fonti rinnovabili
nell'energia primaria non raggiungerà il 9% e i
biocombustibili copriranno poco più del 2% dei consumi.
«L'Europa deve superare le
molte barriere evidenziate dall'ultimo Rapporto della Commissione
Industria, Energia, Ricerca del Parlamento Europeo (luglio 2007)
che rendono problematico l'obiettivo comunitario sulle fonti
rinnovabili - ha dichiarato Corrado Clini - adottando misure
"armonizzate" anzitutto in materia di fiscalità energetica
e sussidi per superare il supporto diretto e indiretto ai
combustibili fossili, ma anche nella semplificazione delle
procedure amministrative per l'autorizzazione degli impianti a
fonti rinnovabili e la loro connessione alla rete elettrica, nella
promozione sia delle tecnologie più efficienti per
l'uso su larga scala delle fonti rinnovabili, con particolare
riferimento all'energia eolica off shore, sia dell'uso dei
biocarburanti, anche attraverso accordi con i paesi in via di
sviluppo per la produzione sostenibile e l'importazione in Europa.
Inoltre, è necessario puntare sulla cessione onerosa dei
permessi di emissione regolamentati dalla Direttiva Emissions
Trading per reperire risorse aggiuntive da destinare alla ricerca
sulle fonti rinnovabili».
Ambientepress, 3 Settembre 2007
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