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PARTE LA CAROVANA DELLA BIODIVERSITA' DEL WWF

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Parte dall'oasi del Wwf di Borello (Chieti) la campagna di informazione sull'agricoltura sostenibile


borello.jpgOggi, dall’oasi Wwf delle cascate del rio Verde a Borrello, è partita la carovana della biodiversità per scoprire le meraviglie faunistiche e floristiche dei campi coltivati in maniera sostenibile da un punto di vista ambientale.La carovana, composta da agricoltori e amministratori, toccherà cinque oasi del Wwf in Abruzzo e Marche. In ogni area protetta vi saranno eventi, proiezione di un documentario e concerti dedicati all’agricoltura sostenibile. Dopo Borrello, la carovana prima di trasferirsi nella Marche farà tappa ad Anversa degli Abruzzi, Penne e Atri. Si tratta di una campagna d’informazione sulla politica agricola comunitaria e sul ruolo che può avere il mondo rurale per la salvaguardia della biodiversità attraverso un uso corretto dei fondi europei per il periodo 2007-2013. In pochi conoscono la straordinaria biodiversità delle stesse piante coltivate. Nei centri di ricerca italiani sono conservate 7.465 varietà uniche di 26 specie di alberi da frutta, di cui 3.060 di origine italiana. Il 77,4 per cento di queste varietà sono antiche e sono a fortissimo rischio di estinzione in natura.

L’agricoltura di qualità, biologica e rispettosa degli elementi del paesaggio quali boschetti, piccole aree umide, filari, siepi e grandi alberi, consente di mantenere una elevata biodiversità rispetto alla flora e alla fauna selvatica. Su 100 studi che hanno valutato l’effetto dell’agricoltura biologica sull’ambiente, ben 66 hanno riscontrato un effetto positivo su vari gruppi animali e sulle piante. Il numero di individui di uccelli presenti in periodo riproduttivo può essere maggiore del 25 per cento nei campi biologici rispetto a quelli tradizionali. In Inverno questa percentuale può salire al 44 per cento. Il numero delle specie spontanee, in uno studio approfondito, era tra 24 a 53 (con presenza di specie rare) mentre nei campi coltivati con imput chimici era tra 20 e 36. Nei campi gestiti con il metodo biologico biodinamico il numero di lombrichi era di 175 al metro quadro, mentre nei campi convenzionali era di 21. La carovana della biodiversità affronterà il problema della corretta gestione forestale, con l’obiettivo di sfatare alcuni miti, come la necessità di asportare la legna marcescente e il sottobosco, che, invece, dati scientifici alla mano, riescono a trattenere da un lato una maggiore umidità, e dall’altro consentono di aumentare notevolmente la biodiversità. Nell’Appennino, ad esempio, un bosco naturale ospita 28 specie nidificanti di uccelli contro le 16 di un bosco sottoposto a taglio senza criteri naturalistici.

Lanciano.it, 30 agosto 2007