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INCHIESTA DELL

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La più importante catena di supermercati specializzati in Italia replica all’articolo “Bio che bluff” mettendo in evidenza inesattezze, errori ed ambiguità pubblicati dal settimanale e ripresi dal quotidiano La Repubblica

naturas.jpg NaturaSì non accetta l’attacco al biologico sferrato da L’Espresso, con un’inchiesta di copertina nell’ultimo numero e ripresa anche dal quotidiano La Repubblica. E’ il direttore generale dell’azienda, la più importante catena di supermercati specializzati in Italia, Roberto Zanoni a scrivere al direttore del settimanale per difendere il settore, evidenziando inesattezze, errori ed ambiguità. Egli invita innanzitutto a leggere con più attenzione i dati dell’indagine di Altroconsumo su cui si basa l’inchiesta, evitando affermazioni incomprensibili sui prodotti biologici come “non sempre sono migliori dei convenzionali e assomigliano sempre di più a quelli industriali, ma spesso sono anche meno salubri”.

Dalle analisi effettuate da Altroconsumo appare infatti che: - la quantità di frutta delle confetture biologiche è il 21% in più di quelle convenzionali; gli yogurt biologici hanno il 17% di zucchero in meno di quelli convenzionali; - nei biscotti biologici vi è l’8% di grassi in meno e i grassi vegetali utilizzati non sono mai idrogenati - Nelle fette biscottate integrali, tutti e tre campioni di prodotti non bio contengono residui di insetticidi, assenti, come le micotossine, dai prodotti biologici. - La presenza di una micotossina in una confezione di corn-flakes (come in due prodotti convenzionali su tre) entro i limiti di legge in vigore, qualifica il prodotto come assolutamente regolare. Ma allora dove sono queste “contaminazioni” richiamate anche dal titolo su la Repubblica del 24 agosto (“Grassi e ingredienti contaminati – ecco le trappole del cibo biologico”)?

“Al contrario di quanto si legge a pagina 34 inoltre - continua Zanoni - nei vasetti di yogurt biologici non possono trovarsi coloranti (non ammessi per legge), gli aromi utilizzati sono naturali e non di sintesi, presenti invece nei prodotti convenzionali, e che quando si ricorre ad addensanti si tratta di farine, alghe alimentari o loro derivati” Infine un’ultima puntualizzazione sull’uso dei titoli e dei sommari, dal tono eccessivamente scandalistico ed accusatorio, contraddetto in molte parti dell’articolo: è la stessa autrice del pezzo a scrivere che il biologico è uno stile di vita eco-compatibile che garantisce rispetto per terre, acque e animali. Nell’articolo di appoggio ‘Polemica verde’ inoltre si ammette che i prodotti biologici hanno più antiossidanti, più nutrienti e meno sostanze tossiche. E ancora, che da studi californiani risulta che la qualità del suolo bio migliora con il tempo e con essa i suoi prodotti. “Ma tutto questo - si chiede il direttore Zanoni - cosa c’entra con il titolo ‘Bio che bluff’?” Sembra a questo punto doveroso ricordare l’impegno di NaturaSì sul fronte della qualità, per garantire alimenti prodotti in modo eco-compatibile, di alta qualità nutrizionale e privi di Ogm, di residui di fitofarmaci e di additivi presenti nella maggior parte dei prodotti convenzionali. “Negli ultimi mesi - conclude Zanoni - siamo arrivati a gestire direttamente aziende agricole biologiche e biodinamiche per assicurare al consumatore l’intero percorso “dal campo alla tavola. Non meritiamo perciò falsità, articoli imprecisi e titoli, a dir poco, fuorvianti”.
 

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