ROMA - Non ha
più segreti la vite, il cui genoma è stato sequenziato
da un gruppo di ricerca italo-francese, una scoperta che permetterà
di svelare anche il mistero dei preziosi bouquet che rendono unici e
riconoscibili i vino. Poichè la vite soffre di molte malattie,
conoscerne il genoma sarà utile per creare piante resistenti e
ridurre l'uso di pesticidi. Riportato sulla rivista «Nature», il lavoro è stato condotto dal Consorzio Pubblico Franco-Italiano per la caratterizzazione del Genoma della Vite che ha scritto il Dna della Vite vinifera, dai vitigni del Pinot Nero, il più nobile tra tutti i vitigni del mondo. Si tratta del quarto genoma di pianta con fiori sequenziato, del primo di albero da frutto ed è stata scelta la vite proprio per il suo ruolo nella società umana sin dal Neolitico. L'accesso pubblico alla sequenza genomica della vite, spiega il coordinatore del consorzio Patrick Wincker, aiuterà l'identificazione di geni alla base delle caratteristiche agricole della pianta e grazie ai geni coinvolti nel metabolismo di terpeni e tannini divisi in famiglie sarà possibile tracciare la diversità di aromi del vino a livello genetico.
La sequenza decifrata dal consorzio, che comprende l'Istituto di Genomica Applicata, Parco Scientifico e Tecnologico di Udine, e molte Università da a Bari, insieme al CNR francese, contiene oltre 30 mila geni. Sono stati isolati quelli responsabili dei particolari aromi delle diverse qualità di vino.
La varietà di vite il cui Dna è stato decifrato è stata scelta per la sua importanza e struttura genetica, infatti tutti i vigneti Pinot discendono geneticamente dal Pinot nero (o Pinot noir), la cui origine viene posta nella regione francese della Borgogna, dove è alla base dei più grandi vini della zona come Roman‚e-Conti, Chambertain e Richebourg. In Italia esistono due diverse qualità di Pinot Nero.
Dall'analisi del genoma della vite è emerso che la pianta contiene meno geni rispetto ad altre sequenziate finora come il riso e che possiede molte grandi famiglie di geni che corrispondono e sono responsabili delle caratteristiche organolettiche del vino (sono i geni coinvolti nel metabolismo di tannini e terpeni che danno aroma e sapore al vino). Dalla disamina del Dna della vite è emerso che ci sono ben 43 geni per la produzione di resvertrolo, la molecola antiossidante divenuta famosa per i suoi effetti allunga-vita su animali.
L'analisi suggerisce che il genoma della vite sia il risultato di un mix di tre diversi genomi ancestrali di altrettante piante e può svelare molti particolari sulla nascita delle piante da frutto.
La Gazzetta del Mezzogiorno, 26 agosto 2007



