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BIO, IL BLUFF DEL BLUFF PDF Stampa E-mail
Scritto da Maria Ferdinanda Piva   
Friday 24 August 2007
Un titolo dell'Espresso accusa il biologico di essere un bluff. Ma, a leggere con attenzione il testo, la musica cambia

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Ah, i miei colleghi giornalisti! Tutte le peggiori abitudini della categoria cui anch’io appartengo sono riassunte nel titolo “Bio, che bluff” che da venerdì campeggia sull’home page de L’Espresso. Ci clicchi sopra per arrivare all’articolo e il titolo diventa “Bio non fa miracoli”. Ecco che si comincia a ragionare: i miracoli, notoriamente, non li fa nessuno.

Il testo, poi, a leggerlo con attenzione , non è così male. Anzi. Dice chiaramente che il biologico è uno stile di vita eco-compatibile, che garantisce rispetto per terre, acque e animali e che fa molto bene all’ambiente. Spiega che la produzione biologica è governata da regole ferree: niente pesticidi nè fitofarmaci. Qual è allora la giustificazione (si fa per dire…) del titolo che accusa il biologico di essere un bluff? Sta nel fatto, dice in sostanza l’articolo, che la gente sceglie bio in nome della salute, mentre i prodotti biologici trasformati dall’industria – trasformati dall’industria, si badi bene: qui non si parla di frutta e verdura fresche – hanno molti difetti in comune con i loro cugini convenzionali. Gli uni e gli altri contengono una profusione di zucchero, sale e additivi, e spesso anche grassi di scarsa qualità. Il tutto corredato da tabelle comparative. Basta guardarle, le tabelle. I prodotti biologici non devono contenere residui di pesticidi e fitofarmaci: e infatti non ci sono mai, mentre si trovano in alcuni dei prodotti convenzionali. Però, scrive l’Espresso, nei prodotti bio spesso si rischia di trovare micotossine che i trattamenti con fungicidi spazzano via dai prodotti convenzionali. Nelle tabelle c’è una sorpresa: le micotossine sono anche nei prodotti convenzionali.

Qualche riga il servizio dell’Espresso la dedica anche ai prodotti non lavorati, frutta e verdura per intenderci, giusto per dire questo: “nessuno è in grado di dimostrare che pomodori, mele, zucchine o cereali col marchio bio facciano meglio alla salute”. Anche qui, leggere con attenzione, c’è la sorpresa. L’Espresso pubblica un pezzo d’appoggio , “Polemica verde”, nel quale si riconosce esplicitamente una cosa: i vegetali bio hanno più antiossidanti, più sostanze nutrienti e meno sostanze tossiche rispetto a quelli convenzionali. Però, dice l’articolo, queste analisi sono state effettuate al momento della raccolta, e non quando frutta e verdura giungono in negozio o al supermercato, dopo un viaggio magari di mesi e di migliaia di chilometri.


Vero. Ma anche frutta e verdura convenzionali viaggiano per mesi e per migliaia di chilometri. Anch’essi, mi sentirei di aggiungere, prima di arrivare in tavola hanno subito un “decadimento” in tutto e per tutto analogo a quello dei prodotti biologici, ma con una differenza. Essi, già in partenza, avevano meno antiossidanti e meno sostanze nutrienti…

24 agosto 2007


 

Commenti (1)Add Comment
Siamo proprio messi bene...
scritto da Riccardo , 27 August, 2007
smilies/angry.gif Il problema grosso di queste "operazioni di marketing giornalistico" è che qualcuno ci crede... e ti arriva a casa sventolando l'Espresso dicendoti "visto che avevo ragione io? Il bio è una fregatura!". Ora tocca a me sventolare...!
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