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COCOMERI E MELONI, BOOM DI CONSUMI PER COMBATTERE L'AFA

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Il caldo degli ultimi giorni ha provocato un’impennata degli acquisti di frutta, come non si aveva da anni: nelle prime due settimane di luglio, le vendite hanno registrato un aumento del 7% su base mensile e dell’8% rispetto allo stesso periodo del 2006.


cocomeri.jpgIn testa figurano cocomeri, meloni e pesche, seguiti da susine e albicocche. Una salutare boccata d’ossigeno per un settore alle prese con grandi difficoltà, ma anche per il benessere dei consumatori che finalmente ottemperano a quello che sarebbe il consumo ideale delle 5 porzioni al giorno di ortofrutta. L’andamento climatico però non ha permesso la consueta scalarità nelle diverse aree geografiche e ha determinato una concentrazione dell’offerta che ha contribuito ad appiattire le quotazioni dei prezzi all’origine, poiché per la maturazione contemporanea di più produzioni si immettono sul mercato quantità maggiori di ortofrutta. E questo soprattutto nella fase di esordio per albicocche, pesche, nettarine, ciliegie e limoni. L’estate 2007 resta comunque ‘una bella stagione’, sia per il consumo che per la qualità delle produzioni, e le ripercussioni sui prezzi all’origine non si riflettono sui prezzi al consumo, come rileva l’Istat confermando una sostanziale stabilità rispetto a quattro anni fa.

E tutti sono d’accordo: mai così ricca l’offerta, e con tanta frutta e verdura a disposizione, il consiglio dei nutrizionisti è quello si di mangiarla tal quale, ma anche di approfittarne per frullati e centrifugati, un vero pieno di vitamine e antiossidanti, oltre al potere rinfrescante e dissetante dei frutti che diventano bevanda. Frutti ma anche ortaggi, perché ormai il mix nel bicchiere è diventato un must salutare della stagione calda e alternativo ad altri cocktail. E a proposito di salute, altre notizie sul fronte della ricerca: i pomodori cresciuti nei campi coltivati in maniera organica fanno più bene alla salute rispetto a quelli coltivati in maniera convenzionale. E’ quanto emerge da uno studio statunitense che ha preso in esame, nel decennio tra il 1994 e il 2004, i pomodori cresciuti in due diverse tipologie di campi: i primi coltivati biologicamente, i secondi in maniera convenzionale, con incluso l’uso dei fertilizzanti normalmente commercializzati. I risultati hanno mostrato come ‘il livello dei flavonoidi presenti nei pomodori sia cresciuto sensibilmente nei campioni trattati in maniera organica, mentre lo stesso non è avvenuto per quelli coltivati in maniera convenzionale’. I flavonoidi sono noti antiossidanti e sostanze benefiche per il contrasto delle patologie cardiovascolari, oltre che di alcuni tumori e forme di demenza senile.

Il Resto del carlino, 27 luglio 2007
 

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